Soroptimist Arezzo

11 giugno 2021

Note di storia urbana - Luoghi dello spettacolo


Incontro con Anna Pincelli, architetto

Si è svolta in due incontri su Zoom, nei giorni 26 maggio e 11 giugno, la conferenza sul tema "I luoghi dello spettacolo ad Arezzo: dal Salone delle Commedie al Cinematografo": una ricognizione sul filo della memoria storica, lungo cinque secoli, sugli spazi e i modi di intrattenimento in Città, relatrice la socia Anna Pincelli.

Dopo il lungo periodo di chiusura dei luoghi di cultura -fortemente avvertita data la valenza di risorsa intellettuale e psicofisica- la conferenza ha inteso stimolare una riflessione sulla vivacità delle attività culturali e di sociabilità del passato esortandone la ripresa, ripercorrendo le modalità di svago e rintracciando, mediante indagine documentaria e iconografica, le strutture a ciò deputate, sia registrandone la permanenza, sia segnalandone la scomparsa o la trasformazione d'uso.

Nella prima parte (“Dal salone delle Commedie all’Anfiteatro del Prato” - 26 maggio), esaminata la vocazione teatrale della città nel corso del sec. XVI che ha determinato, anche in Arezzo, l’esigenza di una sede teatrale stabile per le rappresentazioni sceniche, il cosiddetto Salone delle Commedie realizzato nell’edificio delle Logge Vasariane, in seguito globalmente trasformato nell’impianto (1740) e denominato Teatro Grande di Fraternita per distinguerlo dal Teatro Piccolo, approntato per un trentennio (1740-73) nello stanzone soprastante Porta S. Spirito, è stata effettuata una generale ricognizione delle manifestazioni di svago ed intrattenimento all’aperto svolte in spazi urbani quali Piazza Grande e il cosiddetto “anfiteatro” del Prato, amena cornice arborea di gusto francese che, per oltre un secolo, ha accolto giostre e tornei cavallereschi, gare ippiche, entusiasmanti “macchine pirotecniche” e spettacolari ascensioni di globi aerostatici.

La seconda parte della conferenza (“Dallo Sferisterio al Cinematografo” – 11 giugno), ricollegandosi all’antica tradizione del Gioco del pallone al bracciale, attività a lungo disputata a margine del Prato dietro l’abside del Duomo e poi trasferita nel nuovo polivalente impianto dello Sferisterio appositamente realizzato (1819) secondo un consueto processo di estromissione del gioco dai centri abitati, ha poi analizzato il fenomeno tipicamente ottocentesco, esploso dopo l’Unità d’Italia, della veloce diffusione delle effimere arene in legname, teatri diurni “en plein air” (in figura il modello ligneo) con platea riconvertibile in palcoscenico eventualmente anche per accogliere spettacoli equestri e circensi, la cui successiva evoluzione e riconversione, attraverso il Politeama (struttura a destinazione plurima atta ad ospitare spettacoli di vario genere), porterà al fiorire di numerose sale cinematografiche in Città che rapidamente si sono susseguite con l’apparire dell’affascinante novità delle “proiezioni luminose”, prima mute e poi sonore, permesse dal portentoso avvento dell’energia elettrica.

Un percorso quindi tra strutture minori, esulando dalla trattazione il Teatro Petrarca, dal 1833 la massima istituzione cittadina nel settore (già trattato approfonditamente dalla relatrice per il Club nel 2014), per recuperare, anche attraverso spigolature e ricordi per immagine, la memoria di funzioni e tradizioni in gran parte perdute al fine di comprendere meglio lo sviluppo e la stratificazione urbana della realtà in cui viviamo.

Un vivo ringraziamento alla Presidente e alle socie per la calorosa partecipazione e l’interesse dimostrato, e ad Antonella Arista che, con la consueta cortesia, ha gestito il collegamento.



AUTORE: Anna Pincelli - Club Arezzo

PRESIDENZA: Mariolina Coppola