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Science journalism: competenza e responsabilità

Incontro con Elena Meli, giornalista scientifico

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  • Club: Arezzo
  • Autore: Anna Pincelli
  • Ultima modifica: Febbraio 2023

Sabato 11 febbraio, nella ricorrenza della Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza, alle ore 20 presso l'Hotel Minerva di Arezzo, si è tenuta la prima conviviale del nuovo anno sociale sotto la presidenza di Maura Lodovici: ospite della serata la dottoressa Elena Meli, biologa e giornalista scientifico, nota firma delle pagine di Salute del Corriere della Sera, IO donna, Sette e Focus, che ha brillantemente relazionato sul tema: “Giornalismo scientifico, come dovrebbe essere e com'è; argomentazione particolarmente attuale e di pubblico interesse, quanto delicata, per gli argomenti affrontati e per l'impatto sulle scelte conseguenti, essendo enorme la responsabilità dell'informazione in materia, come la recente pandemia ha purtroppo messo in evidenza.


    Istituita per la data 11 febbraio dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, con delibera del 22 dicembre 2015, e patrocinata dall'UNESCO, la Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza riconosce il ruolo fondamentale che le donne svolgono nell'ambito tecnico-scientifico, le cosiddette discipline STEM (Science-Technology-Engineering-Mathematics), nonostante i numerosi stereotipi che inibiscono la partecipazione femminile in questi settori, nell'auspicio che aumenti la consapevolezza e la sensibilizzazione dell'opinione pubblica verso le disparità di genere, incoraggiando il libero accesso del mondo femminile verso la ricerca scientifica.

    La celebrazione dell'ottava Giornata Internazionale è stata dunque l'occasione sapientemente còlta da Maura Lodovici, neo Presidente del Club, per invitare la dottoressa Elena Meli, giornalista professionista e nota divulgatrice scientifica in testate quali “Corriere Salute (dedicato a salute, medicina, benessere e alimentazione), “IO donna e “Sette – supplementi settimanali del Corriere della Sera – nonché del mensile di scienza “Focus: vincitrice, nel 2016,  del primo Premio Giornalistico per la divulgazione scientifica di tematiche riguardanti il diabete mellito, istituito dalla Società Italiana di Diabetologia (SID) – nel corso del suo 26° Congresso nazionale – e dall'Associazione Diabete Ricerca, Elena Meli rappresenta un qualificato esempio del rapporto donne/materie scientifiche per l'esperienza maturata nel settore, requisito indispensabile per trattare consapevolmente di scienza, salute, patologie e benessere.
    Brillante, coinvolgente ed accattivante nel suo linguaggio semplice ed immediato, la relatrice, dopo aver presentato il suo percorso formativo – che da biologa, con dottorato in farmacologia e tossicologia, avendo anche lavorato come ricercatrice nel campo delle neuroscienze, l'ha portata a diventare giornalista scientifico –  ha analizzato con franchezza la profonda valenza del lavoro che esercita, che non può esser frutto di improvvisazione o superficialità, spiegando come la vera essenza della sua professione sia l'esser “tramite tra la ricerca medica ed il cittadino che effettua le proprie scelte, compiendo la delicata funzione di  “traduzione di studi scientifici in articoli resi accessibili e comprensibili al pubblico non qualificato nel settore, ed ha basato il suo intervento su due concetti basilari che devono improntare l'attività ed l'impegno del giornalista in questo particolare campo, ribadendone l'assoluta necessità: responsabilità civile e competenza scientifica, capisaldi essenziali per fare informazione corretta su un tema così importante come la salute.

    Se “la prima cura – come sostiene Francesco Purrello, presidente SID – è la corretta informazione occorre, secondo quanto stabilito dal Manifesto di Piacenza dell'Unione Giornalisti Italiani Scientifici (associazione attiva dal 1966), che il professionista che si occupa di materie scientifiche, oltre a far riferimento costante al “Testo Unico dei doveri del giornalista, si attenga deontologicamente e scrupolosamente alle seguenti modalità operative:
- formazione qualificata e costante aggiornamento professionale dedicato;
- ricorso a fonti scientifiche comprovate sia di carattere nazionale che internazionale;
- dovere etico di verificare correttezza e veridicità della notizia al fine di non dare spazio al rilancio di notizie gonfiate e non veritiere;
- non creare aspettative infondate o ingiustificati allarmi su novità scientifiche ed eventuali scoperte;
- rapportarsi a differenti posizioni ed analisi scientifiche;
- usare cautela, prudenza ed equilibrio, in quanto enorme è la responsabilità dell'informazione.

    L'Italia, come già denunciato nel 2016 da Paolo Mieli, “sta diventando sempre più un Paese ostile al metodo scientifico e amante delle teorie del complotto, essendosi anche perso il valore del dubbio: se occorre quindi in primo luogo che il divulgatore impari a distinguere le fonti attendibili del giornalismo scientifico, riconoscendo ed evitando le dilaganti pubblicazioni predatorie, poiché purtroppo i tempi sempre più veloci di scrittura determinano un generale scadimento nel lavoro ed un progressivo impoverimento delle redazioni, anche il lettore, da parte sua, deve sempre esercitare acutamente il proprio senso critico, diffidando dal sensazionalismo del titolo ad effetto, cercando di riconoscere, dandole valore, l'informazione di qualità, evitando il pericoloso flusso di disinformazione e di fake news che circola nell'“ecosistema mediatico non sano e che può nuocere gravemente alla salute delle persone.
    Un appello accorato e un invito al buon senso, da parte di chi conosce l'ambiente, che certo non è rimasto inascoltato tra le socie del Club, molto coinvolte ed interessate ad informarsi correttamente sul campo delicatissimo come quello che riguarda la salute, nostro bene primario.

https://www.youtube.com/watch?v=f_Gbh7cQ_qg&ab_channel=TeletruriaTVWEB

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