Soroptimist Arezzo

26 ottobre 2022

Service per l'Istituto Casa Thévenin


Restaurata la tela di pittore anonimo 'Riposo durante la fuga in Egitto'

Mercoledì 26 ottobre 2022, presso il Palazzo Bonucci-Subiano in via Sassoverde ad Arezzo, prestigiosa sede dell’Istituto Casa Thévenin, si è svolta la conviviale di presentazione del restauro del dipinto ad olio su tela, di anonimo pittore secentesco, “Riposo durante la fuga in Egitto”, appartenente al patrimonio della Fondazione e, per esteso, della collettività aretina. L’intervento, interamente sponsorizzato dal Club Arezzo, costituendone il principale service di questo anno sociale, è stato illustrato dalla dottoressa Marzia Benini, restauratrice e socia del Consorzio Aretino R.I.C. E R: C.A. che ha eseguito il restauro. Per renderla fruibile agli Aretini, in accordo con la Soprintendenza competente, l’opera sarà temporaneamente esposta nel Palazzo della Fraternita dei Laici, grazie alla disponibilità del Primo Rettore dottor Pier Luigi Rossi.

Nell’ambito delle iniziative di prossimità che rispondono ad esigenze specifiche dei territori, il Club Arezzo ha deliberato di dedicare il principale service di questo anno sociale a favore di una tra le più insigni e significative istituzioni della città, da sempre distintasi per carità e solidarietà, la Fondazione Thévenin, sponsorizzando interamente il restauro di un dipinto di pittore anonimo, databile alla prima metà del XVII secolo, raffigurante il “Riposo durante la fuga in Egitto”, individuato tra i tanti conservati presso lo storico istituto e, in quanto tale, pertinente al patrimonio della collettività.
Selezionato nei depositi dell’ente assieme ad altre quattro opere, per le quali è probabile un prossimo restauro, il dipinto appartiene alla quadreria della pregevole collezione Subiano, devoluta come lascito testamentario, assieme al notevole palazzo di famiglia, dall’erudito mecenate e filantropo cavalier Rodolfo Subiano (1845-1928) all’orfanotrofio femminile istituito nel 1870 da suor Gabriella Thévenin (1823-1889). La religiosa, di origine francese, era “servente”, ossia superiora, del gruppo di Figlie delle Carità di S. Vincenzo dei Paoli giunte ad Arezzo nel 1861 per attivare e gestire gli Asili Infantili Aliotti (in fieri dal 1849) di cui l’Istituto Thévenin costituisce una diretta filiazione. Assunta tale denominazione l’orfanotrofio vincenziano dal 1935, a seguito della donazione – e dopo ingenti lavori di adattamento dell’immobile, da residenza nobiliare privata, in struttura di ospitalità per orfane – fu trasferito nell’attuale sede di Palazzo Subiano-Bonucci in via Sassoverde, noto anche come “Palazzo del Cappello di Ferro” per l’emblema cardinalizio posto in facciata, afferente al committente, cardinale e vescovo di Arezzo, Stefano Bonucci (1521-1589).
Dal 2005 Casa Thévenin è una Fondazione di Partecipazione amministrata da un Consiglio nominato da Comune di Arezzo, Diocesi di Arezzo e Fraternita dei Laici di Arezzo (fino al novembre 2017 compartecipava anche la Congregazione Romana delle Figlie della Carità) e, in quanto tale, può essere assimilata, per mission e doveri verso la collettività, a un servizio pubblico, essendo fortemente controllata dalle realtà che ne definiscono l’indirizzo: pur rimanendo fedele allo spirito di servizio della fondatrice l’istituzione si occupa oggi prevalentemente dell’accoglienza di madri con bambino in situazione di disagio e di minori che necessitano di supporto educativo, ma anche di donne vittime di violenza, offrendo, da oltre 150 anni, «risposte di dignità verso l’universo femminile, massimamente declinato nei confronti della tutela della maternità», mirate alla cura, al sostegno di fragilità e all’inclusione, tenendo al centro la dignità della persona.

Preceduta da un buffet approntato nel cortile dello storico palazzo, la conviviale di presentazione del restauro si è svolta nello scenografico barocco salone delle feste al piano nobile, alla presenza delle socie e degli ospiti del Club Soroptimist, del legale rappresentante della Fondazione Thévenin onlus, Sandro Sarri, del dottor Pier Luigi Rossi, Primo Rettore della Fraternita dei Laici e delle socie del Consorzio Aretino R.I.C. E R: C.A. (Ricerca, Indagine, Conservazione e Restauro: Consorzio Aretino), la dottoressa Isabella Droandi e le restauratrici Marzia Benini e Paola Baldetti, che hanno eseguito l’impegnativo intervento.
Nel corso della serata è stato mostrato ed ammirato, nel suo ripristinato splendore, il dipinto ad olio su tela – cm 86x112 – dopo che la dottoressa Marzia Benini ne ha minuziosamente illustrato il restauro, in tutte le sue fasi, dalla pulitura, al ritensionamento sul telaio, all’integrazione pittorica delle lacune: si auspica che tale service sia occasione per approfondire gli studi sull’opera fino a poterne attribuire la paternità.
Il dipinto versava infatti in un cattivo stato di conservazione, deturpato da lacerazioni, tagli e lacune del supporto telato, parzialmente risarcite da toppe apposte sul retro: la tela aveva perduto elasticità e presentava diffuse cadute di colore, mentre polvere e vernici ossidate rendevano la pittura quasi illeggibile e completamente alterata nei valori cromatici.
L’accurato restauro, autorizzato dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Siena, Grosseto e Arezzo (concordato con il funzionario Storico dell’Arte dott. Isacco Cecconi), dando avvio alla valorizzazione conservativa della collezione Subiano, ha conseguito un risultato eccellente e di grande soddisfazione sia per il Club che per l’istituto che la detiene: facendo riemergere particolari perduti e recuperando cromie ed effetti luminosi inattesi, l’intervento ha svelato un’opera di indubbia qualità, assolutamente meritevole di esser conosciuta dagli Aretini, considerato che i beni artistici della Fondazione, quale compartecipata del Comune di Arezzo, competono al patrimonio collettivo della città.
Per facilitarne la fruibilità ad un più vasto pubblico, previo parere favorevole della Soprintendenza, il presidente della Fondazione Thévenin, Sandro Sarri, acconsentirà al trasferimento temporaneo dell’opera presso una sala del Palazzo della Fraternita dei Laici di Arezzo, in accordo con il Primo Magistrato di Fraternita dottor Pier Luigi Rossi che, compiacente, ha accordato la propria disponibilità all’esposizione nella prestigiosa sede di piazza Grande.

Il service ha riscosso plauso unanime e risalto nei mass media locali. Un sentito ringraziamento a R.I.C. E R:C.A. per aver messo a disposizione la documentazione tecnica a corredo dell'intervento.



AUTORE: Anna Pincelli - Club Arezzo

PRESIDENZA: Giovanna Guercio


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