Soroptimist Arezzo

06 maggio 2022

Parità di genere nella Magistratura


Incontro con Margherita Cassano, Presidente aggiunto della Cassazione

Venerdì 6 maggio, nella conviviale che si è tenuta presso l’Hotel Minerva, il Club ha ospitato la dottoressa Margherita Cassano, Presidente aggiunto della Corte di Cassazione, incarico prestigioso ai vertici di una delle più alte istituzione giudiziarie del Paese.
Presenti alla serata il Sindaco di Arezzo ing. Alessandro Ghinelli, il tenente Aldo Gargiulo in rappresentanza del Comando Provinciale dei Carbinieri di Arezzo, il Presidente di Confcommercio della Provincia di Arezzo Francesco Butali e l’assessore all’Urbanistica arch. Francesca Lucherini, socia del Club, nonché numerosi e graditi ospiti.
L'illustre relatrice ha intrattenuto piacevolmente i presenti aprendo una finestra sul mondo della giustizia coniugato al femminile spaziando, con argomentazioni stimolanti e ricche di interesse, tra tematiche e principi giuridici della nostra Costituzione.


Margherita Cassano, da quarantadue anni in magistratura, è la prima donna nominata presidente aggiunto della Cassazione, designata all'unanimità dalla quinta Commissione del Consiglio Superiore della Magistratura nel luglio 2020: la sua acclamazione unanime segna un altro importante passo in avanti per le donne in magistratura. Presidente della Corte d'Appello di Firenze dal 2015 e allieva di Pier Luigi Vigna - procuratore nazionale Antimafia fino al 2015 - ha ricoperto anche il ruolo di presidenza della Prima sezione penale della Cassazione, che si occupa di omicidi e violenze gravi, ed è stata consigliere al CSM e alla direzione distrettuale Antimafia.

Ricordando come l’art.2 della Costituzione riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo ma richiede, a pari livello, l’adempimento dei doveri inderogabili da parte del cittadino, la relatrice ha evidenziato come in questo periodo, purtroppo, vengano spesso trascurati i doveri da parte dei cittadini che dovrebbero impegnarsi per dare un contributo alla vita pubblica e amministrativa del Paese; quindi occorre rovesciare la prospettiva.
Ha poi illustrato il percorso che ha portato all’apertura della carriera della magistratura alle donne, considerate fino a quel momento inadatte a ricoprire questo ruolo: percorso durato tre anni, partito nel 1960 con la pronuncia n. 33 della Corte Costituzionale e concluso il 3 maggio 1963 quando fu bandito il primo concorso in magistratura aperto alle donne che entrarono in servizio il 5 aprile 1965.
La dottoressa Cassano ha rammentato la diversa concezione del delitto di adulterio durata fino al dicembre 1968 quando, nel pieno della rivoluzione studentesca, la Corte Costituzionale abolì la discriminazione tra coniugi nel reato di adulterio. Prima di allora per la moglie infedele costituiva reato la sola consumazione di un singolo episodio di tradimento, che veniva punito con la reclusione, mentre per l’uomo era necessario aver tenuto la concubina nella casa coniugale o notoriamente altrove.
Relativamente alla vita politica delle donne la relatrice ha menzionato la recente sentenza della Corte Costituzionale del 10 marzo 2022, in tema di elezioni del Sindaco e dei Consigli Comunali con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti, che ha ritenuto illegittima, e quindi abolita, la norma che prevedeva liste elettorali che non assicuravano la parità di genere con una riserva di 2/3 e perciò non davano la minima garanzia delle pari opportunità all’accesso alle cariche elettive: la norma infatti non prevedeva nessuna forma di tutela con la riserva di genere.
E’ stata poi evidenziata la diversa tutela delle donne magistrato con le donne libere professioniste, come le donne avvocato, durante la fase della maternità che vede modalità totalmente diverse sia nella fase della gravidanza che in quella successiva dell’assistenza ai figli: mentre per le professioniste avvocato la tutela è limitata, quasi negata, per le donne magistrato la tutela è piena. Per questo le donne magistrato, pur nell’esercizio pieno del loro diritto, non devono ricorrere ad una over tutela che rischia, in alcuni casi, di scontrarsi con il diritto del cittadino ad avere giustizia. Infatti  il recente ingresso in massa delle giovani donne in magistratura, con oltre il 50% della base dell’organico al femminile, rischia, in caso di maternità contemporanee, il blocco della giustizia.
In conclusione, con grande spirito, la dotteressa Cassano ha raccontato una serie di aneddotti della sua carriera che hanno impresso un tono allegro e lieve alla serata e poi, nella conclusione, ha dato spazio ad alcune domande delle socie: a quante volessero intraprendere la sua professione ha suggerito di avere fiducia in se stesse, determinazione, impegno, curiosità intellettuale e totale dedizione.
La serata è stata molto apprezzata da tutti i presenti che si sono complimentati con l'illustre ospite per la sua ottima esposizione.




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AUTORE: Anna Pincelli - Club Arezzo

PRESIDENZA: Giovanna Guercio


PROGETTI NAZIONALI

Donne, Diritti, Dignità