28 gennaio 2023

Giornata della Memoria dell�Olocausto


Il club ha celebrato la Giornata della Memoria dell�Olocausto sabato 28 gennaio con una visita, guidata dal prof. Aldo Accardo, al Giardino dei Giusti delle Nazioni inaugurato due giorni prima presso la Fondazione Siotto alla presenza di numerose Autorità, tra cui il vice ambasciatore di Israele in Italia Alon Simhayoff. Il Giardino, realizzato per iniziativa dell�associazione Chenàbura, ricorda i sette sardi ufficialmente riconosciuti Giusti tra i Giusti per avere, a costo di gravi rischi personali e senza alcuna contropartita, salvato persone ebree dal genocidio della Shoah. A memoria sono state affisse nel giardino della Fondazione altrettante targhe in ceramica che ne riportano i nomi, cui sono affiancate altre tre targhe dedicate ai Giusti rimasti ignoti e a quelli impegnatisi a contrastare il genocidio dei rom-sinti e quello degli armeni. 

Il Giardino dei Giusti delle Nazioni è un luogo simbolico che ricorda figure luminose di donne e uomini non ebrei che senza alcun tornaconto e a proprio rischio hanno salvato anche un solo ebreo o ne hanno evitato la deportazione durante la Shoah. Il Memoriale ufficiale si trova a Gerusalemme, dove è stata istituita questa speciale onorificenza, che viene assegnata a seguito di una severa istruttoria e in base a precise regole. Ai Giusti di ogni nazionalità riconosciuti come tali viene concessa la cittadinanza onoraria dello Stato di Israele e viene loro dedicato un albero piantato nel Giardino dei Giusti fra le Nazioni nel Monte della Memoria presso lo Yad Vaschem a Gerusalemme o una targa nel contiguo Muro della Memoria.

Il piccolo giardino del Palazzo Siotto, dominato da una grande quercia, rappresenta il luogo ideale per commemorare i sette sardi riconosciuti Giusti fra i Giusti, sia per l�ubicazione nell�area dell�antica Giuderìa di Castello, sia perché si tratta di un luogo appartato e silenzioso, così come riservata e silenziosa fu l�attività delle sette personalità sarde che vi sono ricordate:

Salvatore Corrias, un finanziare nativo di S.Nicolò Gerrei che, in servizio lungo la frontiera italo-svizzera, aiutò centinaia di ebrei, oppositori politici e perseguitati dal Nazi-Fascismo a fuggire oltre confine, e che, scoperto, venne fucilato nel recinto della sua caserma, a monito dei commilitoni;

Suor Giuseppina Demuro, nata a Lanusei, operatrice presso il carcere di Torino, che riuscì a far liberare tanti detenuti politici, ma in particolare fece fuggire due coniugi ebrei arrestati e destinati alla deportazione e sottrasse alle SS un bimbo di appena 9 mesi, tenuto in carcere, nascondendolo tra le lenzuola;

Vittorio Tredici, nativo di Iglesias, fondatore del Partito Sardo D�Azione, aderì al Partito Fascista (diventando prima podestà di Cagliari e poi senatore del Regno), ma se ne dissociò dopo l�entrata dell�Italia in guerra e nell�ottobre 1943, durante l�occupazione tedesca di Roma, città dove si era frattanto trasferito, nascose nella propria abitazione durante un rastrellamento delle SS un�intera famiglia ebrea, i Funaro;

Girolamo Sotgiu, storico e docente universitario, consigliere regionale e senatore del PCI. Mentre si trovava a Rodi, allora Dodecaneso italiano, dove insegnava, fu arrestato dai Tedeschi. Fuggito dal carcere, riuscì a mettersi in contatto con i commandos inglesi e insieme alla moglie Bianca Ripepi salvò dalla deportazione alcuni ebrei di Rodi, tra cui una bimba, Lina Amato, che fece figurare come propria figlia producendo un falso stato di famiglia;

Bianca Ripepi, coniuge di Girolamo Sotgiu, autrice del libro Da Rodi a Tavolara, pubblicato nel 2002, dove racconta il salvataggio di Lina Amato. E� stata proprio Lina, che attualmente risiede in Sudafrica, a perorare presso lo Yad Vaschem il riconoscimento dello status di Giusti delle Nazioni a Bianca e a suo marito, dopo avere letto il libro, diffuso dalla comunità ebraica di Rodi nel corso di un grande raduno di ebrei tenutosi nell�isola ;

Francesco Loriga e sua moglie Carmen Atzeri, cagliaritani residenti a Roma, che salvarono dai rastrellamenti tedeschi durante l�occupazione di Roma da parte delle SS la famiglia ebraica Soria-Ascarelli, procurando falsi documenti per consentirne il ricovero fittizio in ospedale, e realizzando un ripostiglio sigillato nella propria abitazione dove nascosero i due figli dei Soria.

Si è trattato, come è facile comprendere, di una visita molto toccante, e anche sorprendente, dato che pochissime di noi erano al corrente dell�operato dei sette sardi commemorati. In particolare è stato ricordato l�assoluto riserbo conservato su quegli eventi dal prof. Sotgiu, che alcune socie hanno avuto come docente di Storia moderna all�università, senza nulla sapere degli eroici trascorsi suoi e della moglie a favore degli ebrei di Rodi.

Abbiamo approfittato della presenza a Palazzo Siotto per visitarlo in lungo e in largo, guidati dal prof.Accardo, che presiede l�omonima Fondazione, ammirandone i mobili, alcuni appartenuti allo storico Giuseppe Manno, i dipinti, le collezioni di libri antichi e di armi. Nel quadro della Giornata della Memoria abbiamo visitato anche una piccola mostra dell�artista Tiziana Contu, allestita nella Galleria del Palazzo Siotto e intitolata Una coperta troppo corta, che raccoglie alcune installazioni dedicate alla Shoah: si tratta di grovigli di filo spinato in cui si innestano le foto di alcuni deportati nei campi di sterminio nazisti, mai tornati, e di una �coperta� realizzata intrecciando stringhe di carta ottenute ritagliando le pagine della Torah e i suoi versetti, e inserendovi anche in questo caso foto di persone deportate e mai più tornate. 





AUTORE: Carla Sanjust - Club Cagliari

PRESIDENZA: Giovanna Guercio