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UOMINI PER LE DONNE

Progetti / UOMINI PER LE DONNE

UOMINI CHE NEL TEMPO SI SONO BATTUTI IN DIFESA DEI DIRITTI DELLE DONNE

Un convegno che risponde al Programma mondiale del Soroptimist International per il decennio 2011-2021 Educate to lead e all'appello della Presidente del Soroptimist International per il biennio 2019-2021 The road to equality, attraverso un excursus sugli uomini che dal Seicento ad oggi hanno dato un contributo importante verso la gender equality in Europa.

Iniziativa organizzata dal Club Jesi con la  collaborazione con 7 club: Ancona, Ascoli Piceno, Fermo, Macerata, Pesaro, Rimini e Valle Umbra. Presente anche il Club di San Marino.

Il vice sindaco, dr. Luca Butini, ha aperto i lavori portando i suoi saluti e quelli dell'amministrazione. A seguire l'intervento della Vice Presidente della Commissione Pari Opportunità della Regione Marche, Anna Salvucci, e della VPN Barbara Newman.

“Uomini per le donne” vale a dire le figure di uomini che hanno nel corso della storia sostenuto la pari dignità e l’uguaglianza della donna in maniera ideale e concreta al tempo stesso. L'argomento è stato affrontato attraverso 4 relazioni.

L'amica Anna Maria Isastia, Past President nazionale, che ci ha onorate della sua presenza, ha tenuto una conversazione coinvolgente, come nel suo stile. 

Le altre relazioni sono state tenute dalla prof.ssa Silvia Boero (Università Cà Foscari), dalla prof.ssa Lidia Pupilli e dal prof. Marco Severini.

 Tra i presenti ricordiamo le autorità soroptimiste: Tunia Gentili - presidente della Commissione P.O. - , Maria Grazia Silvestri - Presidente della Commissione Estensione - e Laura Zuccarino, componente della Commissione Statuti.

Accreditamenti: 3 crediti formativi per i giornalisti presenti

Sintesi delle relazioni

Silvia Boero

Silvia Boero  ha trattato l’argomento trattando della Men’s League for Women’s Suffrage attraverso il filosofo John Stuart Mill,sua moglie Harriet Taylor Mill e lo scrittoreThomas Hardy. Harriet Taylor Mill è stata una figura del femminismo inglese ed europeo di fondamentale importanza nella storia del pensiero politico e sociale. Durante la sua vita Harriet inviamolte lettere ai giornali protestando contro l’ineguaglianza giuridica tra i due sessi e contro le violenze coniugali che non venivano punite dalla legge. Il suo saggio più importante è The Enfranchisement of Women (L’Emancipazione delle donne), pubblicato nel 1851 con il nome del marito, il celebre filosofo ed economista politico John Stuart Mill. Il testo rappresenta una “pietra miliare” dell’analisi sul ruolo e lo stato della presenza pubblica delle donne nella società. Il filosofo liberale John Stuart Mill sostiene in maniera decisa Harriet, alla quale lo legano comuni vedute politiche e ideali liberali. Ne riconobbe pubblicamente l’influenza e l’importanza. La coppia Taylor–Mill parte dal principio di uguaglianza riconosciuto a tutti gli esseri umani, uomini e donne, entrambi portatori di diritti inalienabili, quali la vita, la libertà e la ricerca della felicità. In particolare, Harriet si chiede se sia giusto che metà del genere umano, la parte femminile nello specifico, trascorra la propria vita in funzione dell’altra metà maschile, con il solo compito di soddisfare il suo piacere e il suo orgoglio, con l’aggravante che la legge stessa preclude alle donne qualunque possibilità di carriera autonoma. L’emancipazione delle donne può essere realmente ottenuta soltanto riconoscendo alle stesse i loro diritti naturali, al pari degli uomini. E ancora, più precisamente ai fini dell’emancipazione delle donne, devono essere garantite alle stesse la possibilità di istruirsi, di educarsi e deve essere affermata l’ammissione delle donne alla vita politica e alla vita professionale. Si parla di assoluta parificazione giuridica e sociale delle donne ai cittadini maschi, rivendicando la piena responsabilità di un movimento che intende non solo esprimere una politica per le donne ma è fatto dalle donne. La coppia diede voce al dissenso rispetto al ruolo inferiore delle donne all’interno del nucleo socio-politico e familiare, dovendosi preoccupare solo della cura dei figli e del marito annientando loro stesse e i loro diritti. Le donne avrebbero avuto una totale emancipazione solo liberandosi dagli obblighi culturali che gravavano su di loro. La convinzione di fondo delle sue opere è che il miglioramento delle condizioni e dello stile di vita delle donne avrebbe comportato un miglioramento generale della società tutta.

Altro autore particolarmente rilevante per la questione femminile fu Thomas Hardy  che manifestò la sua predilezione nel trattare personaggi femminili, fra i principali protagonisti dei suoi romanzi, proponendoli in una luce completamente nuova ed estranea a un’Inghilterra permeata del perbenismo vittoriano. Le donne di Hardy, proto-femministe indipendenti e autosufficienti, sono fortemente intrise di carisma e determinazione, che lottano per affermare la propria femminilità svincolandola dal controllo e dalla sottomissione maschile. Queste donne, i cui nomi richiamano quelli delle grandi personalità bibliche, reclamano la propria individualità, la propria indipendenza e, nel caso particolare di Bathsheba e Tess, raggiungono la stabilità economica, tramite eredità nel caso di Bathsheba, e grazie al lavoro in quello di Tess.

 

Marco Severini

L’uso non costituisce legge. O quasi. È il caso del voto femminile in Italia. Infatti, sebbene lo Statuto Albertino, legge fondamentale del Paese prima della Costituzione Repubblicana, non lo vietasse apertamente, fu solo nel 1946 che le donne ebbero la possibilità di partecipare ad una consultazione elettorale. Interessante tema, affrontato lo scorso 30 novembre a Jesi, presso la Galleria degli Stucchi di Palazzo Pianetti, dal prof. Marco Severini, docente di storia contemporanea all’università di Macerata, nell’ambito del convegno “Uomini per le donne”, organizzato dal Soroptimist di Jesi, in collaborazione con i club di Ancona, Ascoli Piceno, Fermo, Macerata, Pesaro, Rimini e Valle Umbra. La legge fondamentale del Regno attribuiva a tutti i regnicoli il diritto di voto, dunque, in teoria, anche alle donne. Ma era prassi che esse non esercitassero tale prerogativa, sin quando, ad inizio ‘900, in molte ne reclamarono la facoltà, con in testa, tra le altre, una certa Maria Montessori. La risposta fu un reciso rifiuto delle autorità, a fronte del quale in tante ricorsero ai tribunali, senza averne però in cambio alcuna ragione. Vi fu tuttavia un’eccezione, quella di Ancona, dove il dottor Ludovico Mortara, figlio del rabbino di Mantova, accolse la richiesta: seppure non fosse convito nemmeno lui della ragionevolezza della pretesa, sentì di non potere fare diversamente, unico in Italia, rispettoso del dettato costituzionale. Con tutti i limiti tipici della mentalità del tempo, Mortara fu un giusto interprete della legge e si pose quale un baluardo nei confronti di una vera e propria discriminazione. La quale, seppure di altra natura, lo avrebbe costretto, di lì a pochi anni, al prepensionamento, per il fatto di essere un ebreo.

 

Anna Maria Isastia

Anna MAria ha fornito un'analisi dello scenario italiano, nell’Ottocento. Giuseppe Mazzini è il primo uomo italiano a battersi per la parità dei diritti fra i sessi e a riconoscere alle donne un ruolo autonomo. Dopo di lui, Salvatore Morelli, mazziniano, evidenzia quanto sia importante la donna nel suo ruolo di prima educatrice per l’umanità e si batte attivamente da deputato  per il suffragio femminile e la reintegrazione giuridica della donna.

 

Lidia Pupilli

In apertura del convegno ha presentato una relazione sullo scenario francese. François Poullain de La Barre, filosofo cartesiano, è il più radicale sostenitore, alla fine del Seicento, della battaglia delle donne per il loro diritto all’istruzione.  Nicolas de Condorcet nel Settecento affronta il problema femminile da giurista e uomo politico, ponendo la questione dei diritti politici delle donne. Il sansimonismo, movimento filosofico politico fondato dai seguaci di Henri de Saint-Simon nei primi dell’Ottocento, considera l’emancipazione femminile uno degli obiettivi più importanti.

 

PUBBLICATO DA:

Maria Adelaide Talevi

DATA PUBBLICAZIONE:

14 novembre 2019

PRESIDENZA

Mariolina Coppola

PROGETTO NAZIONALE

Orange the world: campagna di advocacy 2019

#Contrasto alla violenza

PROGETTO

Orange the world: campagna di advocacy 2019

#orangetheworlddecidoio 2019