Soroptimist Mantova

17 gennaio 2020

VACCINARSI DA ADULTI: PERCHE'


Convegno Sala delle Capriate Mantova 17 Gennaio 2020

Convegno patrocinato dall' Ordine dei Medici, dall' ASST Mantova, ATS Val Padana e Comune di Mantova
Relatori: Prof Carosi Giampiero (Professore Emerito dell'Università di Brescia)
Dott Casari Salvatore (Primario Malattie Infettive Ospedale Carlo Poma di Mantova)
Dott.ssa Zaffanella Fabrizia (infettivologo)
Moderatore: Dott.ssa Bazzi Adriana
Presenti in Sala delle Capriate: 170 partecipanti


Secondo l'O.M.S. (Organizzazione Mondiale della Sanità) i vaccini rappresentano il più efficace degli interventi in campo medico: si calcola che dal 2012 al 2015 hanno evitato circa 10 milioni di decessi al mondo, qualcosa come 500 morti al giorno, 200 ogni ora.
Importante e' il valore sociale con la protezione della collettività "immunità di gregge" che si realizza quando la copertura vaccinale raggiunge il 95% della popolazione. I vaccini purtroppo sono vittima del loro stesso successo a causa di numerose fake news. E' stato illustrato il bilancio fra benefici e rischi. Si sono presentati i dati scientifici, i centri dove accedere ai vaccini, la loro gratuita' assicurata dal loro inserimento nei LEA (Livelli Essenziali Assistenza).

VACCINARSI DA ADULTI. PERCHE’?
17 GENNAIO 2020
presso la Sala delle Capriate Mantova
Si e’ tenuto il convegno promosso dal Soroptimist Mantova in collaborazione con la Fondazione MISI (Fondazione Malattie Infettive e Salute Internazionale) e patrocinato dall’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Mantova, dall’ASST Mantova e ATS Val Padana e dal Comune di Mantova.

Il convegno presieduto da Anna Maria Petrobelli, Presidente del Soroptimist Mantova e dal Prof. Giampiero Carosi, presidente della MISI, ha visto la presenza come relatori di:
G. Carosi, Professore Emerito dell’Università di Brescia
S. Casari, Direttore Struttura Malattie Infettive, Ospedale C. Poma di Mantova
F. Zaffanella, Medico Infettivologo, Malattie Infettive, Ospedale C. Poma di Mantova

Moderata da:
A. Bazzi, giornalista del Corriere della Sera.


Il tema trattato è stato molto ampio e ha visto la partecipazione di un pubblico attento e interessato che ha colmato la sala.
Dalla loro introduzione, all’inizio del XIX secolo, i vaccini sono talmente cresciuti di numero da coprire ormai la maggior parte delle malattie infettive dell’infanzia, dell’adulto e dell’anziano.
Progressivamente i nuovi vaccini sono anche diventati più efficaci e più sicuri essendo concepiti con tecnologie via via più sofisticate. Pochi restano ormai i vaccini “viventi attenuati” (come i primi di Jenner e di Pasteur). Molti sono ormai quelli “inattivi” frazionati antigenici o ricombinanti, sicuri anche in gravidanza e nei soggetti immunocompromessi.
Secondo l’O.M.S. (Organizzazione Mondiale della Sanità) i vaccini rappresentano il più efficace degli interventi in campo medico: si calcola che dal 2012 al 2015 hanno evitato circa 10 milioni di decessi al mondo, qualcosa come 500 morti al giorno, 200 ogni ora. Va inoltre ricordato che questa riduzione della mortalità non riguarda solo quella direttamente legata alla malattia che prevengono, ma anche all’aggravamento di tutte le condizioni morbose che rappresentano un fattore di rischio e possono condurre alla morte. Ad esempio, per quanto riguarda l’influenza, una malattia molto comune da noi, nella stagione influenzale 2018-2019 abbiamo avuto 200 decessi legati direttamente all’influenza ma 8000 casi di extra-mortalità per complicanze cardiache, renali e polmonari in soggetti fragili per la presenza di co-morbosità. Ma se questo è uno dei punti chiave della vaccinazione, il secondo mantra è il loro valore sociale: la protezione della collettività, la protezione di quanti non possono vaccinarsi, sia neonati sia anziani, perché immunodepressi per condizioni di malattia o perché necessitanti di chemioterapia immunosoppressiva. Questo è un punto estremamente importante: si chiama “immunità di gregge” (herd immunity), che si realizza quando la “copertura” vaccinale è sufficientemente ampia (il 95% della popolazione, secondo l’O.M.S.) e tale da impedire la circolazione di quel virus e batterio causa di malattia. Per tutte queste ragioni sono particolarmente importanti le iniziative volte a sensibilizzare l’opinione pubblica, finalizzate a fare informazione e suscitare discussione su questo tema che è delicato e incredibilmente tuttora controverso.
A questo proposito una parola va spesa sui c.d. “no vax” e sulle fake news che ne sostengono la violenta presenza. Le fake news sono stravaganze molto suggestive e tenaci. Per la più tristemente nota di queste, sono stati spesi milioni di dollari per dimostrare scientificamente che non esiste alcuna relazione fra autismo e vaccini ma questa fraudolente falsa associazione ancora resiste nell’opinione pubblica. Il fatto è che i vaccini sono vittima del loro stesso successo. Infatti quando la vaccinazione si diffonde estesamente nella popolazione, una malattia sparisce (es. l’eliminazione in Italia della poliomielite) per cui non viene accettato alcun rischio, fosse pure di 1/100.000, di reazione avversa grave per fronteggiare una malattia “sparita”. Salvo che non è sparita ma solo tenuta sotto controllo. Salvo poi le stesse persone sono disposte a sobbarcarsi file chilometriche reclamando a gran voce la vaccinazione quando si abbia sentore di un rischio epidemico di una malattia grave potenzialmente mortale (è il caso recente della meningite). Ovvero reclamando a gran voce di disporre di un vaccino di fronte a una nuova epidemia (è il caso attuale del Coronavirus cinese). Il no vax è un credo di fede: per fortuna interessa una piccola percentuale di popolazione per quanto molto agguerrita di “leoni di tastiera”, per cui ammettiamo che è tempo perso occuparsene in defatiganti dibattiti. Più importante è occuparsi di quella quota, che rappresenta il 20-25%, di “esitanti” (vaccine hesitancy) che vogliono essere informati non essendo pregiudizialmente contrari. Per questo dobbiamo impegnarci a fornire informazioni scientificamente corrette.
Il convegno si propone di illustrare a fondo il bilancio fra benefici e rischi dei vaccini e dimostrare quanto la bilancia penda a favore dei benefici. E affronta problemi concreti e logistici: come, dove accedere ai vaccini, la loro gratuità assicurata dal loro inserimento nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) etc.
Il Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale (PNPV) raccomanda una serie di vaccinazioni per l’infanzia e altresì, per gli adolescenti, la vaccinazione contro il papillomavirus, il primo vaccino specifico anti-tumorale. Raccomanda inoltre per gli adulti il “richiamo” ogni 10 anni per tetano, dinerite e pertosse. Raccomanda inoltre, in particolare per le donne in età fertile, di premunirsi contro morbillo, rosolia, parotite e varicella in quanto questi vaccini, viventi attenuati, non sono sicuri in gravidanza per il rischio di trasmissione al feto. Nel PNPV i 10 vaccini dell’infanzia sono obbligatori e, finalmente in larga misura praticati fino a una copertura che raggiunge (per dinerite, tetano, pertosse, infezione da emofilo B, epatite B e poliomielite) la soglia ottimale o la sfiora (morbillo, parotite, rosolia). Invece per quanto riguarda le vaccinazioni obbligatorie degli anziani (influenza, pneumococco e herpes zoster) la copertura è largamente deficitaria. E va sottolineato che gli anziani sono particolarmente fragili e più frequentemente affetti da co-morbosità. E in questi soggetti queste 3 malattie sono particolarmente gravi, sovente letali o invalidanti.
Perciò riteniamo che questo sia un punto su cui principalmente vada fatta informazione nell’obiettivo di raggiungere anche per questo target la magica soglia di copertura del 95%!

 

 

 

 



AUTORE: Federica Bottoli - Club Mantova

PRESIDENZA: Mariolina Coppola


ALLEGATI