Milano Fondatore

17 giugno 2020

L'ascolto del vento


Progetto per la gestione e la prevenzione delle possibili conseguenze della pandemia sul benessere del corpo e della mente. Il progetto è organizzato dal Milano Fondatore congiuntamente al club di Sondrio. Il filo rosso dei webinar sarà la relazione mente-corpo. Una nuova medicina mente-corpo deve essere proattiva e non reattiva. Ovvero il modello “basato sul trattamento” (modello reattivo) è sostituito con un modello “stimolatore della salute” (modello proattivo). La figura del medico e dello psicologo devono interagire. I webinar riporteranno storie cliniche di pazienti con disturbi funzionali somatici, entrando nell’ottica di una medicina narrativa che porta esempi, storie cliniche, ecc.

“La solitudine è ascoltare il vento e non poterlo raccontare a nessuno” 

Questo intenso pensiero di Jim Morrison ha ispirato il nostro progetto perché crediamo che un aiuto per superare una pandemia così grave siano la condivisione e l’ascolto anche del sottile e silente soffiare del vento.                                  

L’ASCOLTO DEL VENTO

Progetto per la gestione delle possibili conseguenze della pandemia sul benessere del corpo e della mente

Questo progetto è rivolto ai Soroptimist club della Lombardia ed è organizzato dal Club Milano Fondatore congiuntamente con il Club Sondrio. Esso intende dare spazio alla solidarietà, condivisione e consapevolezza sociali che interessano soprattutto i soggetti fragili a favore dei quali il Soroptimist International, sin dalla sua fondazione nel 1921, opera.

Premessa

Dagli inizi degli anni ‘80 in medicina il modello biopsicosociale (Engel, 1977) ha sostituito il modello biomedico basato sul dualismo mente-corpo per introdurre un approccio olistico alla malattia. Secondo questo modello la malattia, come la salute, sono il risultato dell’intricata relazione tra variabili quali i fattori biologici, psicologici, sociali.

Pur provenendo ciascuno di noi da formazioni diverse, il gruppo che ha realizzato questo progetto condivide un pensiero comune: la pandemia che ci ha colpito da un giorno all’altro - e gli effetti che ne sono derivati sul nostro stile di vita - hanno procurato stati di malessere sul corpo e sulla mente di molte persone. Per poter meglio definire e quindi contenere questo disagio causato da un “evento imprevisto” riteniamo sia indispensabile un approccio informativo e formativo che integri la conoscenza medica e la conoscenza psicologica.

Dall’inizio del lockdown ad oggi l’esperienza e la personalità di ciascuno di noi  hanno  avuto una risposta  di adattamento diversa nei confronti dei fatti che si sono succeduti: c’è chi ha perso un amico/a, chi una persona cara,  chi si è trovato separato da un familiare che si trovava fuori regione, chi ha continuato a lavorare, chi si è dovuto fermare e teme di non poter riprendere il proprio lavoro, chi si è impegnato nello smart working, chi si è ritrovato l’intera  giornata  con i figli, chi si è invece dedicato solo a se stesso. Tante persone e tante storie, alcune delle quali purtroppo intrise di dolore.

Consapevoli che lo svolgere una professione di aiuto ha posto molti operatori della salute in prima linea o sul fronte di contrasto al virus o sui danni psicologici che il virus può aver causato creando uno stato di disagio, abbiamo voluto restringere il nostro intervento a quella fascia di popolazione che, a seguito dello stato di emergenza Covid-19, ha accusato e continua ad accusare uno stato di malessere generalizzato accompagnato dalla presenza sintomi somatici.

 Stress da Pandemia

Lo stress mette in moto una reazione biologica di “attacco” o “fuga”: se lo siaffronta la reazione è di attacco, se lo si evita è di fuga. È molto probabile che la pandemia, pur arrecando stress, non consenta in molti di noi, né l’una né l’altra reazione. Sono quindi dominanti le sensazioni di smarrimento, l’attesa che tutto torni come prima al più presto, la dipendenza da informazioni spesso contrastanti.  Covid 19, malgrado in alcuni stati europei e in alcune regioni italiane la curva dei contagi sia in discesa, è un pericolo ancora incombente nella organizzazione della nostra vita e nel nostro immaginario, e lascia spazi aperti ad incertezza, insicurezza, paura. È un virus il cui comportamento poco prevedibile e sconosciuto ha messo sotto scacco la ricerca, la clinica, l’informazione, la politica, ed ha richiesto, per contenerne la diffusione di adeguarsi a comportamenti ai quali, pur ampiamente utilizzati nel passato, non siamo avvezzi. Solo attraverso il mantra “Io resto a casa” e quindi attraverso la limitazione della libertà personale il numero di contagi e di morti è diminuito. Il ritmo delle nostre giornate si è molto modificato organizzandosi intorno all’ascolto delle informazioni televisive, ai pasti, ad un po’ di attività motoria, il tutto fra le pareti domestiche senza contatto fisico con altri che non fossero i familiari conviventi.

Un cambiamento radicale dello stile di vita, deciso in poche ore che in alcuni di noi ha prodotto intense risposte emotive quali ansia, angoscia, paura, tristezza, rabbia e anche pensieri e comportamenti di stampo ossessivo.

In altre persone è stato soprattutto il corpo ad “accusare il colpo” e così sono insorti sintomi somatici quali insonnia, dolori alle articolazioni, palpitazioni, pruriti, eczemi, dolori gastrici, intestino irritabile, mal di testa, stress nelle gravide ecc.

In quanto medici e psicologi ci siamo quindi attivati con un duplice obiettivo:

1) mettere a punto strategie di aiuto per   coloro che presentano sintomi somatici prodotti da Covid-19 al fine di prevenire un decorso clinico che si trasformi in cronicità;

2) identificare inoltre quali modelli di informazione e di formazione possono essere utili per meglio controllare lo stress provocato da un “evento imprevisto” e ridurne le sue conseguenze.

 Il Progetto

 La fase post lockdown si è aperta su un nuovo scenario che prevede maggior libertà assieme a comportamenti responsabili nei confronti di noi stessi e degli altri (distanziamento fisico e utilizzo della mascherina, dei guanti e della geolocalizzazione). In questa fase riteniamo sia importante possedere una buona capacità di resilienza, un efficace adattamento al cambiamento e la normalizzazione degli stati emotivi non più dipendenti da eventi e informazioni fonte di panico.

Il nostro progetto si inserisce in questa fase e nelle successive fasi del percorso di uscita dalla pandemia con l’intento di parlare del corpo e delle sue possibili risposte sintomatiche allo stress. Non verranno certo sottovalutate possibili cause organiche per le quali è indispensabile il ricorso alla visita medica (nel mese di aprile c’è stato un aumento di decessi per infarto miocardico dovuti a pazienti che non si sono recati in Ospedale per paura del Coronavirus), ma si cercherà anche di chiarire l’intreccio fra le emozioni e i possibili sintomi funzionali per i quali è da escludere danno organico. Su questa distinzione si gioca un’importante partita: portare per mano la persona a mettere in relazione ciò che avviene nel suo corpo con ciò che passa per la sua mente, con le sensazioni che avverte, con i pensieri che fa, con gli stati emotivi che affiorano. Il fine è di aiutare la costruzione di un ponte mente-corpo in grado di attivare le risorse personali, la positività e la proattività.  La presenza di medici di specialità diverse ha proprio questo obiettivo: costruire la consapevolezza che sintomi fisici, anche molto disturbanti, possono essere l’espressione del linguaggio di un corpo sano che purtroppo, in momenti anche socialmente molto difficili, non ha altro modo di rispondere allo stress.

Abbiamo pensato di articolare il progetto in modo informativo e formativo attraverso webinar interattivi per dare spazio alla solidarietà, condivisione e consapevolezza sociali e per mitigare la perdita del senso di sicurezza personale indotta dalla presenza del Covid 19.

E infine ci siamo anche posti una domanda/aspettativa rivolta al futuro: potrebbe la metodologia utilizzata nel nostro lavoro, estesa ad altre realtà territoriali, fornire gli strumenti per porre sotto controllo quelle emozioni e quegli stati della mente negativi e distruttivi che trasformano una risposta fisiologica allo stress in una relazione tossica, tesa a dissociare la mente dal corpo e a interrompere la loro alleanza e sinergia?

Metodo

Il progetto è articolato in Webinar informativi e formativi a tema che prevedono la partecipazione di medici specialisti e psicologi.

Per alcuni Webinar, al termine dell’intervento dello specialista medico, sono previste pratiche esperienziali (Mindfulness e Terapia Immaginativa) condotte esclusivamente dagli psicologi.

La cadenza orientativamente sarà settimanale con una durata di circa 1ora e 30.

 Argomenti dei Webinar

 Premessa: I webinar presentano contenuti informativi e formativi e sono aperti al pubblico che può fare domande ed avere risposte. Il primo webinar sarà solo di presentazione degli specialisti e dei contenuti dei webinar successivi; pertanto non è prevista la possibilità di fare domande.

Primo Webinar 

La Pandemia e le sue fasi: scenari psicologici (Dott. Giorgio Majorino).

La mente e il corpo: l’importanza di una buona alleanza (Prof. Simonetta Betti ).

Presentazione degli oratori.

 Secondo Webinar

L’importanza del sonno: insonnia ed eventi che generano stress (Dott.ssa Giuseppina Montecalvo).

Risposte a domande.

Pratica di tecniche immaginative e di rilassamento per il sonno (Dott.ssa Simonetta Betti).

 Terzo Webinar

La vita è una questione di ritmo: Impatto dello stress sul sistema cardiovascolare (Dott.ssa Barbara Nardi).

Pratica di tecniche immaginative per il benessere del sistema cardiovascolare ( dott. Simonetta Betti )

Risposte a domande.

Quarto  Webinar

Pazienti oncologici in tempi di pandemia: Rassicurazione e Governance per gestire le paure di pazienti immunodepressi e fragili (Dott.ssa Delia Vergadoro).

Quinto Webinar

La gravidanza al tempo del Coronavirus: informare, rassicurare, essere accanto (Dott.ssa E. Caravelli).

Sesto Webinar

Pandemia e sintomi fisici: Il Medico di Medicina Generale come sentinella della salute (Dott.ssa Lucia Baronio).

Settimo  Webinar

Smart Working: Un impegnativo multitasking per la donna-madre che lavora.

 Ottavo  Webinar:

Integrazione tra medicina occidentale e agopuntura nel trattamento delle patologie stress-correlate (Dott.ssa Roberta Grisetti).

 Nono Webinar

Covid 19 a fior di pelle (Dott. Eva Sattler).

Decimo Webinar:

I mille difetti (e qualche pregio) dell’informazione sul nuovo Coronavirus (Dott.ssa Adriana Bazzi).

Partecipanti al progetto

Dott.ssa Lucia Baronio - Club Milano Fondatore (Chirurgo Vascolare, Medico di Medicina Generale)

Dott.ssa Adriana Bazzi – Club Milano Fondatore (Medico e Giornalista)

Prof.ssa Simonetta Betti - Club Milano Fondatore (Psicologo Clinico, Psicoterapeuta)

Dott.ssa Elena Caravelli  (Medico Ginecologo, Ospedale San Giuseppe)

Dott.ssa Roberta Grisetti - Club Milano Fondatore (Medico oncologo palliativista)

Dott. Giorgio Majorino (Psicologo, Psicoanalista)

Dott.ssa Giuseppina Montecalvo - Club Sondrio (Medico Neurologo)

Dott.ssa Barbara Nardi - Club Milano Fondatore (Medico Cardiologo)

Dott.ssa Eva Sattler Dornbacher – Club Milano Fondatore (Medico Dermatologo)

Dott.ssa Delia Vergadoro – Club Milano Fondatore (Medico Ginecologo/Oncologo)

 

www.soroptimist.it



AUTORE: Claudia Pizzi - Club Milano Fondatore

PRESIDENZA: Mariolina Coppola


PROGETTI NAZIONALI

FASE 2: Solidarietà on line

select contenuto from correla where idcontenuti=33692