Soroptimist
search

Il Club di Reggio Emilia

Fotografia
chevron_left
chevron_right
  • Club: Reggio Emilia
  • Autore: Francesca Codeluppi
  • Ultima modifica: Febbraio 2024

Il nome deriva da Sorores – Optimae: “sorelle per il meglio e significa, tradotto in italiano, “Associazione di donne amiche.
Il Soroptimist International è un'associazione mondiale a cui appartengono donne di categorie professionali diverse unite dalla mission comune di realizzare progetti e service efficaci attraverso azioni concrete volte alla promozione dei diritti umani, del potenziale delle donne e del sostegno all'avanzamento
della condizione femminile, attraverso la cooperazione internazionale.

Il Club di Reggio Emilia è il trentesimo dell'Unione Italiana.

E' stato fondato il 25 ottobre del 1964 ed è gemellato con quello di San Paolo del Brasile, di Vannes in Francia e di Boden in Svezia. “Ho avuto la fortuna – spiega Francesca Codeluppi, responsabile della Comunicazione del Club reggiano - di poter raccogliere questa testimonianza dalla viva e cristallina voce di una delle fondatrici, l'architetto Maria Cristina Costa Lenzini, nella sua casa di montagna, in un bellissimo pomeriggio di sole. Una conversazione che mi ha permesso di capire, se mai ve ne fosse stato bisogno, la grandezza e lo spessore delle donne che hanno fondato il Soroptimist Club.

Le Socie fondatrici sono state 18. Ecco i loro nomi e le loro professioni insieme a qualche ricordo personale. Alda Marchi, stimata Preside e prima Presidente. Lalla Colombo Bossi, ornitologa; in costante contatto con il club di Milano, è stata la Segretaria per anni. Non a caso la prima riunione per la Costituzione del Club si tenne presso la sua abitazione. Anna Carreras Alpi, Presidente dell'Associazione Italiana Assistenza Spastici di Reggio Emilia. Giulia Fontanesi Maramotti, grande personalità. Ha organizzato una scuola femminile di taglio per confezioni con un originale sistema basato su due squadre di cartamodelli.

Il Soroptimist Club di Reggio Emilia si pregia di gestire, incaricato dalla famiglia, il premio Giulia Maramotti. Maria Emilia Tola Del Monte, professoressa di Lingue, di origine parmigiana, figura molto colta e signorile. Alma Alberti Visconti titolare dell'Industria di medaglie Alberti di Milano e prima Presidente della Mensa del Vescovo di Reggio Emilia. Ospite instancabile di eventi e conviviali, ha ricoperto nel club cariche a livello nazionale.

Ogni due anni il club assegna a un ente caritatevole della città un premio a suo nome. Emilia Tamburini, insegnante di disegno e pittrice. Animatrice di un salotto culturale. Maria Cristina Costa Lenzini, architetto , si è occupata prevalentemente di recupero monumentale e di centri storici. Rosa Casini Silingardi, insegnante di italiano, una delle colonne della Scuola Media Leonardo da Vinci di Reggio Emilia. Gina Caccialupi Costa, Laureata in Filosofia. Preside e fondatrice dell'Istituto Tecnico Femminile Città del Tricolore di Reggio Emilia. Luciana Melli, pediatra dotata di grande cuore e grande professionalità, molto amata dai piccoli pazienti.

Lalla Poli Ferrari, rappresentava il mondo dell'agricoltura ed era una valente pilota sportiva. Ha partecipato a numerose gare automobilistiche. Adele Bonaretti Gualerzi, titolare di un delizioso negozio di gioielli in pieno centro storico : La Giada. Adele Quaglia Canovi, Cavaliere e ragioniere presso la Banca d'Italia, educata presso il famoso Collegio Imperiale di Firenze. Anna Cingi Serventi, notevolissima pittrice. Tra le prime a dipingere Reggio Emilia. Nanda Truppi Tosi, straordinaria miniaturista e pittrice di paesaggi e nature morte. Protagonista di molte mostre nella nostra città. Chiara Lacerenza (Dott. Prof.) medico. Eccezionale anestesista del nostro ospedale Santa Maria Nuova. Aveva una vera e propria vocazione per il suo lavoro. Lena Ferrarini Vasirani, titolare di attività alberghiera, in particolare del celebre Hotel Europa in città. Alda Marchi, che si dedicò alla costruzione della “squadra Soroptimist di Reggio Emilia, era una manager e una preside di prestigio. La scuola da lei diretta, la media Leonardo Da Vinci, era ed è ancora una delle scuole medie migliori della intera città. Alda aveva grande capacità organizzativa e sapeva tessere attorno a sé una fitta rete di conoscenze con autorità locali e personalità tra le più diverse. Aveva grinta sufficiente per fare un ottimo lavoro ed una posizione che le consentiva di essere trattata alla pari da qualsiasi uomo. Bisogna pensare che all'epoca la situazione politica e sociale non era quella di oggi: c'era una contrapposizione netta di forze sociali e politiche. Il Soroptimist era, per statuto, un Club apolitico e apartitico di donne che brillavano nella loro professione e che in essa rappresentavano elementi di punta, ma allora era ignorato dalle amministrazioni comunali poiché giudicato troppo borghese. C'era bisogno di una figura forte alla Presidenza e questa figura era Alda.

Il Club fu tenuto a battesimo da una madrina del Club di Modena, la dottoressa Gabriella Gabrielli Mattioli, in presenza della Presidente Nazionale Lidia Bianchi Beretta. In breve tempo il Club ha assunto in città un qualificato profilo, ponendosi in condizione di collaborare con gli altri Club cittadini (Rotary e Lions) con i quali ha svolto numerose iniziative. “Siamo grate – sottolineano Francesca Codeluppi e Maria Cristina Costa - per aver avuto l'opportunità di rendere omaggio a tante grandi donne che non sono più tra noi, ma che hanno lasciato un profondo segno. Il fatto che questo ritratto sia stato steso da una delle socie più giovani attraverso colloqui con una delle socie fondatrici chiude in un certo senso il cerchio soroptimista ed è impossibile non rilevare una sorta di magia in tutto questo.

X