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16 giorni di attivismo

Progetti / 16 giorni di attivismo

 

Il Soroptimist club Roma ha deciso di aderire al programma proposto dalla nostra Presidente Nzionale per il periodo che si avvicina, molto importante per il soroptimist dal 25 novembre , giornata internazionale per l’eliminazione della violenza al 10 dicembre , giornata internazionale per i diritti umani che coincide con il nostro Soroptimist Day , partiranno i 16 giorni di attivismo Al primo punto per sostenere la campagna Orange the World il Soroptimist International d’Italia ha deciso di affiancare con il suo patrocinio l’associazione femminile Confagricoltura Donna e il progetto Le Clementine nato nel 2013, c è l acquisto on line di cassette di clementine. Numerose Socie del club hanno deciso aderire al progetto.
Al secondo punto c’è l’Illuminazione in arancione nei 16 giorni Orange dellle stazioni dove sono state realizzate le “Stanze”.Dal 14 settembre presso il Comando dei Carabinieri di via Inselci 88 Roma è attiva "la stanza per sé" voluta ed allestita dal nostro club insieme al club Tiber e al club Roma Tre verrà illuminata di arancione il 25 novembre

25 novembre illuminazione arancione della statua della Minerva dell Università la Sapienza ,a conclusione di un intero corso tenuto sul problema "violenza sul donne"

Per quella stessa data tutto il club partecipa all incontro dal titolo:
La violenza al tempo del covid Conversazione a piu voci
Interventi :Valeria Valente, Linda Laura Sabbadini, Antonella Veltri,Vittoria Doretti, Azzurra Rinaldi,Gaia Paradiso,Marcella Pirrone conclude Mariolina Coppola.
25 novembre ore 19 piattaforma Zoom

Per il Soroptimist Day , la nostra socia Prof.ssa Anna Maria Isastia terrà una relazione sulla storia del Soroptimist 
Lo stesso giorno ma in orario diverso avremo Prof. Tanya Hernandez, terrà una lecture dal titolo "Feminism in a Time of #BlackLivesMatter"

 

 

Abbiamo il piacere di pubblicare l'articolo scritto da Valeria Galfano, giovane  medico specialista in scienza dell'alimentazione, in occasione del 25 novembre

NEMICHE DELLE DONNE 
Per decenni la donna è stata etichettata con l’appellativo di sesso debole: meno forte, meno muscolosa,
meno aggressiva rispetto alla controparte maschile, degna di accettare silenziosamente e rispettosamente
quell’abito di moglie e madre che la sarta società le aveva sapientemente cucito addosso.
L’istinto di sopraffazione che caratterizza l’umanità da quando Plauto formulò la celebre frase “homo homini
lupus” altro non poteva se non giustificare ogni forma di violenza a cui la donna è stata, è e mi auguro non
sarà più sottoposta.
La violenza contro le donne può assumere sembianze atroci e sfumature talora fantasiose. Secondo i dati
Istat, le vittime di omicidio volontario in Italia nell’anno 2018 contano 133 casi ma per leggere correttamente
la gravità del dato bisogna sostituire casi con persone.
Tra le forme di violenza più subdole e sleali una paradossalmente arriva da vicino, non quella del marito
geloso nei confronti della moglie, non quella del padre padrone verso la figlia appena adolescente ma quella
che le donne, rappresentanti della stessa categoria discriminata e sottovalutata, scaraventano contro le
donne. Una forma di violenza non violenta che risulta ancora più pericolosa proprio perché non lascia cicatrici
visibili né lividi da poter sfoggiare di fronte a chi crede che la donna desideri essere una vittima.
Forse per vendetta o forse per gioco alcune donne, probabilmente vittime a loro volta di stigma e derisione,
trovano corretto esprimere critiche e giudizi non richiesti sull’aspetto estetico delle altre donne, travestendo
l’ipocrita violenza da libertà di pensiero ed espressione. Questo fenomeno risulta ancora più marcato quando
il giudizio spietato viene palesato attraverso una tastiera e la dignità dell’aggressore è protetta da un
infrangibile schermo di vetro. L’uso inconsapevole dei social media ha fatto da cassa di risonanza verso questa
nuova forma di violenza contro le donne.
Talvolta, le critiche sull’aspetto fisico o su un dettaglio del proprio corpo possono agire da trigger nei
confronti dei disturbi alimentari e generare profonde insicurezze nei soggetti predisposti, soprattutto se ci
riferiamo al sesso femminile e all’età adolescenziale. Secondo la SISDCA (Società Italiana per lo Studio dei
Disturbi del Comportamento Alimentare), ogni anno in Italia 8.500 persone si ammalano di un disturbo
alimentare. Su 100.000 donne 8-9 sviluppano anoressia nervosa e 12 bulimia nervosa. Se la diffusione di
questi disturbi appare poco significativa nella popolazione generale, tassi molto alti si registrano, invece, in
popolazioni specifiche. Ne soffrono, ad esempio, 10 adolescenti su 100, di cui uno o due presentano forme
più gravi che necessitano di ospedalizzazione. La fascia compresa tra i 15 e i 19 anni è tradizionalmente quella
più a rischio, tuttavia negli ultimi anni l’età di insorgenza si sta progressivamente abbassando. Sono sempre
più numerosi i casi di bambini e bambine che soffrono di anoressia nervosa o altri disturbi correlati già intorno
agli 8-9 anni e parallelamente l’utilizzo dei social network e delle piattaforme digitali interessa fasce d’età
sempre più giovani.
“Sei troppo grassa, dovresti metterti a dieta” non è un suggerimento. “Sei troppo magra, sembri anoressica”
non è una forma di protezione. “Sei troppo muscolosa, sembri un uomo” non rientra nella libertà di opinione.
Il sesso femminile merita tutti i diritti di cui dispone l’essere umano ma nessuna donna la il diritto di giudicare
un’altra donna. A volte, purtroppo, quella frase triste e bigotta è proprio vera: le peggiori nemiche delle donne sono le donne

PUBBLICATO DA:

Daniela Rivanera - Club Roma

DATA PUBBLICAZIONE:

25 novembre 2020

PRESIDENZA

Mariolina Coppola

PROGETTO NAZIONALE

Orange the world Decido IO - 2020

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  • 3.hernandez-10-december-2020-def-1-.pdf

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