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Visita al Museo Psacaropulo

L'arte di Alice Psacaropulo dall'ambito familiare a realtà museale

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  • Autore: Teresa Dell
  • Ultima modifica: Febbraio 2024

Sabato 20 gennaio 2024 alle ore 10.30 il Soroptimist International Club di Trieste ha dato avvio all'attività iniziando dalle radici, visitando lo Studio Psacaropulo fondato dalla famiglia per valorizzare le opere di Alice Psacaropulo Casaccia, una delle fondatrici, allora giovanissima, nel 1951 del Soroptimist Club a Trieste. 

Sabato 20 gennaio 2024 alle ore 10.30 il Soroptimist International Club di Trieste ha dato avvio all'attività iniziando dalle radici, visitando lo Studio Psacaropulo fondato dalla famiglia per valorizzare le opere di Alice Psacaropulo Casaccia, una delle fondatrici, allora giovanissima, nel 1951 del Soroptimist Club a Trieste. In un ricongiungimento ideale ma anche solidale, il Club è attualmente presieduto da Paola Sbisà, figlia di Mirella Schott Sbisà anche Lei socia fondatrice artista ed amica intima di Alice L'eredità di forti ideali vissuti con determinazione in una prospettiva di affermazione sociale delle figure femminili trova spazio oggi in un mondo complesso in cui sembra che le difficoltà siano superate ma in cui i fatti di cronaca ci ravvisano che il cammino, al contrario, è ancora lungo. La visita allo Studio Psacaropulo, guidata con sapiente amore dal figlio di Alice, Giovanni Casaccia, che ne è stato l'artefice con la collaborazione del figlio Michele e del Fratello Stefano per transitare la realtà familiare in una realtà associativa, ha fatto ripercorrere il cammino dell' artista dai primi passi alla scuola di Casorati a Torino, dove ha potuto andare nonostante i numerosi ostacoli che negli anni '30 erano difficilmente superabili per le ragazze di buona famiglia. Con forza d'animo e rara determinazione Alice ha esplorato stili artistici via via diversi a seconda dell'evoluzione del linguaggio artistico nel secolo Ventesimo, fino a un ritorno alle origini greche della mitologia assolata del Mediterraneo accompagnata dalla Musica. Alla visita non poteva mancare un inserto musicale offerto dal figlio Stefano Casaccia, che accompagnato al pianoforte dal maestro Silvio Sirsen ha fatto echeggiare il suo amato flauto dolce seguito da due brani operistici eseguiti con adeguata interpretazione dal mezzosoprano Sibilla Serafini, per concludersi con un omaggio ad una compositrice francese, che riuscì ad ottenere onori nazionali, della quale il maestro Sirsen ha eseguito due brani di rara freschezza.

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