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Club Salò - Alto Garda Bresciano |

Giornata contro la violenza sulle donne

Le iniziative del Club Soroptimist Salò e Alto Garda Bresciano

 Per il secondo anno consecutivo il Club Soroptimist Salò Alto Garda Bresciano sarà in prima linea sulle sponde salodiane per dire no alla violenza sulle donne. Come lo scorso anno  i luoghi prescelti per sensibilizzare la popolazione su questo importante tema sono il comune di Salò e il Presidio Ospedaliero di Gavardo.

 

Nel pomeriggio di sabato 25 novembre sotto il loggiato della Magnifica Patria di Salò saranno esposte le scarpette rosse, divenute il simbolo di tutte le donne uccise per mano di uomini violenti. I passanti saranno invitati quindi dalle socie del club a fermarsi e accendere una candela per ricordarle e onorarle. Inoltre vi sarà un’installazione: su delle sedie arancio – colore della lotta contro la violenza alle donne – saranno appoggiati degli oggetti di uso quotidiano  “a metà”, a significare le vite spezzate a metà.

 Uno striscione realizzato dal Club, dedicato all’evento, verrà calato da una delle finestre del palazzo comunale ed esposto per una settimana.

Al Presidio Ospedaliero di Gavardo, vi sarà il "posto occupato", appuntamento ormai consolidato, che consiste nell’appoggiare un drappo rosso, simbolo del sangue versato, su una sedia vuota mentre nella sala d’attesa del Pronto Soccorso, sempre per una settimana verrà esposto uno totem realizzato dal Club soroptimista.

Quest’anno poi,nella stessa giornata, saranno presenti anche le donne di Viva Vittoria, giovane associazione che nasce nel Novembre 2015, quando Piazza Vittoria a Brescia è stata rivestita di coperte colorate per dire un NO alla violenza sulle donne. Ora Salò diviene la nuova tappa di questo progetto di opera relazionale condivisa che si è già  mosso in altre città italiane e straniere. Le donne di Viva Vittoria esporranno sotto il portico le loro coperte e il ricavato  della vendita andrà a sostenere progetti a favore delle donne.

L’iniziativa vuole portare ad una riflessione sulla “questione femminile” come un problema principalmente culturale, che rispecchia una situazione di arretratezza del paese, anche nei rapporti uomo/donna dal momento che le donne vengono uccise proprio in quanto donne.





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