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INTERVISTA PN

Interclub della Liguria.

Attività / Interclub della Liguria.

Invito per le socie interessate.

Sabato 1° giugno, al Royal Hotel di Sanremo, si terrà l’Interclub della Liguria, secondo il programma indicato.

Intervento di IDA CARNIGLIA socia del Genova Due: INTEGRAZIONE SCOLASTICA DEGLI IMMIGRATI

 

 

I minori stranieri presenti sul territorio italiano hanno il diritto e il dovere all’istruzione; per essi valgono i principi di vigilanza sull’adempimento dell’obbligo scolastico. Le scuole pubbliche sono tenute ad accoglierli. Il diritto all’istruzione scolastica dei minori stranieri presenti in Italia legalmente (assieme ai genitori con permesso di soggiorno) o illegalmente (assieme ad adulti privi di permesso oppure giunti ‘non accompagnati’) è affermato in modo vincolante da numerose convenzioni, documenti e normative, internazionali, europei e nazionali.

L’accoglienza e l’inserimento degli alunni stranieri richiedono certamente risorse aggiuntive di personale ed economiche per realizzare interventi appropriati, che non possono effettuarsi con gli ordinari mezzi a disposizione e non sempre sono collocabili all’interno della comune programmazione curricolare. Fino all’avvento dell’autonomia scolastica l’unico strumento su cui poteva far leva la scuola era l’organico del personale docente d’istituto, all’interno del quale ricavare qualche unità di personale da impiegare a tempo pieno o parziale in attività di recupero individualizzato o per attività d’integrazione nei gruppi classe. E, soprattutto, i Provveditorati agli Studi potevano fino a qualche anno fa destinare, all’interno della dotazione organica provinciale (d.o.p.), unità di personale da utilizzare per progetti di inserimento di alunni stranieri e nomadi. Queste possibilità che mettevano a disposizione delle scuole – certo talvolta con modalità decisionali e di esecuzione discutibili – risorse di personale consistenti, oggi sostanzialmente non esistono più. Oggi nel quadro dell’autonomia scolastica in seguito alla legge del 1999, entrata in vigore il 1 Settembre 2000, ogni Istituto deve provvedere da sé. Ovviamente, consistenza e organicità dei possibili interventi dipendono in larga parte dalle risorse disponibili, purtroppo in sensibile calo in questi anni.

La scuola autonoma ha nell’elaborazione del POF (Piano dell’offerta formativa) lo strumento fondamentale per la ricerca di modalità flessibili e individualizzate nel definire percorsi integrativi per gli alunni stranieri. L’autonomia gestionale consente di impiegare figure educative diverse da inserire nell’azione a favore dei minori stranieri. Il rapporto del MIUR inerente l’anno scolastico 2016/17 registra la presenza nella scuola italiana di 860.000 alunni stranieri con un aumento di oltre 11.000 rispetto l’anno scolastico precedente, provenienti da: Romania, Albania, Marocco, Cina, Filippine, Moldavia, India, Ucraina, Perù, Tunisia.

Prima di procedere nell’esposizione delle procedure per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri nell’ambito scolastico è necessario fare una distinzione tra i minori stranieri provenienti dalla Comunità Europea e i minori provenienti da paesi extracomunitari. 

I minori stranieri, presenti sul suolo italiano a qualsiasi titolo, sono, come abbiamo visto, soggetti all’obbligo scolastico; l’iscrizione alle classi dell’obbligo va accolta in qualsiasi momento dell’anno scolastico, in coincidenza con il loro arrivo sul suolo nazionale (D.P.R. n.394/99, art. 45, C.M. del 23/03/2000 n.87 e C.M. del 05/01/2001, n.3 ). Essi vanno accolti anche se sprovvisti di permesso di soggiorno o privi di documentazione (art. 45 del DPR n.394/99). A quelli che appartengono alla Comunità Europea viene riconosciuta la carriera scolastica pregressa, mentre per i minori extracomunitari viene previsto soltanto l’accertamento, cioè della loro carriera scolastica pregressa si tiene conto ai fini dell’iscrizione nelle classi se è attestata da documenti tradotti e convalidati dal Consolato italiano presso il Paese di provenienza. I titoli di studio conseguiti all’estero sono riconoscibili solo a persone con cittadinanza italiana.

Le parole chiave dell’accoglienza

Occorre creare un clima positivo, rimuovere ostacoli e promuovere informazioni favorevoli

•          Preparare l’ambiente

•     Preparare l’accoglienza dei genitori attraverso un’assemblea e colloqui individuali          (raccogliere dati sulle abitudini dei bambini)

•          Tradurre le comunicazioni che precedono l’inserimento in più lingue

•          Organizzare le procedure per un inserimento dolce del bambino straniero in classe

•          Ricostruire la sua storia attraverso la narrazione e i giochi cooperativi

•          Organizzare l’ambiente e le routine

•          Insegnare la lingua della comunicazione (rapporto con i pari e con l’insegnante)

•          Predisporre uno strumento utile: il Protocollo per l’accoglienza, preparato, discusso      deliberato dal Collegio dei docenti che contiene criteri, principi e indicazioni riguardanti:

-   L’iscrizione e l’inserimento a cura del Dirigente, col coinvolgimento dei coordinatori di classe

-   Prima conoscenza del bambino straniero

-   La scelta della classe

-   L’inserimento nella classe

-   La mediazione culturale

-   La collaborazione con altri servizi

 

VEDERE LA RELAZIONE COMPLETA NEL PDF ALLEGATO

PUBBLICATO DA:

Rosanna Scipioni

DATA PUBBLICAZIONE:

01 giugno 2019

PRESIDENZA

Patrizia Salmoiraghi