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SI fa STEM

A Lecco, in collaborazione col Club di Lecco, presso il Liceo Manzoni si è svolto l’incontro con le studentesse delle classi quarta e quinta dei licei linguistico e classico, circa 100 ragazze.  Con la presenza della VPN Paola Pizzaferri, della Presidente del Club e di alcune socie. La relatrice, Prof.ssa Antonietta Mira ha illustrato ampiamente, supportata da slide e con un approccio amichevole due temi. Ha inizialmente portato la sua esperienza come donna STEM, delineando e approfondendo la nuova sfida della Scienza dei Dati con diversi esempi dei cosiddetti Big Data.

 

Per quanto riguarda il primo tema, la professoressa ha fatto anche riferimento all’impatto economico-sociale, alle questioni etiche che scaturiscono in presenza di dati e informazioni sensibili e ha evidenziato che stiamo vivendo una nuova rivoluzione industriale guidata da dati digitali, computazione e automazione. Attività umane, processi industriali e ricerca portano alla raccolta ed analisi di dati a una scala senza precedenti che stimolano nuovi prodotti, nuovi processi produttivi e nuove metodologie scientifiche. La definizione di Big Data: dati enormi (ex-norma) ovvero straordinariamente grandi. Big oggi probabilmente non lo sarà più domani grazie all’aumento continuo ed esponenziale della capacità di calcolo e di memoria dei super-computer. Il termine Big Data racchiude categorie eterogenee di dati, come testi, immagini, video e dati relazionali generati da processi di scambio sui social media – come Facebook e Twitter oppure estrapolati da scambi di email, telefonate e metadati tra cui coordinate geografiche e temporali associate a foto e video che collezioniamo mediante sistemi di sensori e apparecchi mobili. I Big Data arrivano a noi da fonti diverse a velocità, volume e varietà straordinari.

Nella seconda parte A. Mira ha approfondito il tema STEM (Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica)  utilizzando i dati ed esponendo  il rapporto di AlmaLaurea del 2017 che ha coinvolto nella sua indagine oltre 70.000 laureati STEM di primo e secondo livello nel 2016 che costituiscono il 26% dei laureati dell’intero anno solare (circa 270 mila). La diversa composizione per genere è interessante infatti, fra i laureati STEM, la componente maschile raggiunge il 60%, mentre tra i non STEM prevalgono le donne (sono quasi due su tre). La componente maschile è elevata in particolare tra i gruppi STEM di ingegneria (74%) e scientifico (68%), mentre si osserva un’inversione di tendenza nei gruppi architettura, chimico-farmaceutico e geo-biologico, dove sono le donne ad avere un’incidenza maggiore anche nella riuscita degli studi. A livello di genere, in entrambi i collettivi, STEM e non STEM, le donne hanno performance più brillanti degli uomini. Le donne sono caratterizzate da un voto medio di laurea lievemente più alto e da una maggiore regolarità negli studi.  In generale i laureati STEM evidenziano buone performance alla prova del mercato del lavoro. A cinque anni dal conseguimento del titolo, il tasso di occupazione è complessivamente pari all’88% (+6 punti percentuali rispetto ai laureati non STEM). Il lavoro autonomo riguarda il 23% dei laureati in ambito STEM (è pari al 26% per i laureati non STEM); tale quota sale sensibilmente tra i laureati del gruppo architettura. In generale si rileva un vantaggio della componente femminile.  I contratti di lavoro a tempo indeterminato caratterizzano invece il 57% degli occupati STEM (48% per i non STEM). Il lavoro non standard (in prevalenza contratti a tempo determinato) caratterizza il 13% degli occupati ed è diffuso prevalentemente tra le donne. A cinque anni, i laureati in discipline tecnico-scientifiche STEM dichiarano, in media, di percepire una buona retribuzione mensile netta (17% in più rispetto ai laureati non STEM). Il settore di attività, a cinque anni dalla laurea, i laureati di secondo livello sono occupati più frequentemente nel settore privato (87%); l’11% è occupato nel settore pubblico - a netta prevalenza femminile - mentre il settore non profit assorbe l’1% dei casi. A livello complessivo il 54% dei laureati è occupato nel settore dei servizi e sono soprattutto le donne a posizionarsi in questo ambito di attività. (Per un approfondimento www.almalaurea.it).

Le studentesse hanno dimostrato molto interesse con interventi di buon livello. Presenti anche il prof. Fulvio Mauriello che segue l’orientamento e Melissa Pighetti, chiavennasca, che frequenta l’ultimo  anno del liceo linguistico di Lecco, ragazza STEM al congresso di Firenze l’anno scorso. Il curriculum della relatrice è molto ampio e vanta molti importanti titoli onorifici e pubblicazioni. Professore di statistica, U. della Svizzera italiana (USI) a Lugano e U. degli studi dell'Insubria a Como. Fondatore e Direttore, Data Science Center, Institute of Computational Science, USI. Vice Preside della Facoltà di Economia, USI dal 2013 al 2015. Titoli di studio: Ph. Doctorate (1998) e Master (1996) in Statistics, University of Minnesota, USA. Dottorato in Statistica, Università di Trento, 1995. Laurea in Economia, Summa cum laude, Università di Pavia, 1991.

 





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