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Soroptimist Day

Strage di Capaci e via d'Amelio 25 anni dopo

In occasione del Soroptimist Day, la Prof.ssa Maria Falcone, Presidente della Fondazione Falcone, è stata invitata a Palazzo Cesaroni, sede della Regione Umbria, per celebrare i 25 anni dalla strage di Capaci. La Presidente, Maria Antonietta Pelli, ha ricordato che il 10 dicembre, Giornata mondiale dei diritti dell'uomo, coincide con l'anniversario della Fondazione Falcone, un'istituzione che testimonia la vita e i valori che hanno guidato il magistrato Giovanni Falcone. 

La Prof.ssa Donatella Porzi, Presidente dell'Assemblea Legislativa della Regione Umbria, ha portato il saluto delle istituzioni regionali alle autorità presenti, al Soroptimist Club di Perugia e ha ringraziato la Prof.ssa Maria Falcone per le sue numerose iniziative intraprese per far crescere fra i giovani la cultura della legalità. Ha introdotto poi la conferenza il Dott. Fausto Cardella, Procuratore Generale di Perugia, che ha ricordato come il fenomeno mafia sia stato esplorato per la prima volta dal pull dei magistrati Falcone e Borsellino e di come la loro morte abbia interrotto quel progetto di elaborazione volto a contrastare la criminalità e a creare la cultura della legalità. Il Dott.Cardella ha affermato, con emozione, che l'attività di Giovanni Falcone è valsa più di cento mandati di cattura  e che per sconfiggere la criminalità, sempre più pervasiva, non è sufficiente la repressione, ma occorre che tutti collaborino, in particolare le nuove generazioni. Il Dott. Roberto Conticelli, Presidente dell'Ordine dei Giornalisti dell'Umbria, ha ricordato, con le parole di Giovanni Falcone che "la mafia è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un inizio e avrà una fine", che egli ha combattuto una battaglia terribile con la certezza che sarebbe stata vinta e che l'agire della pubblica amministrazione avrebbe raggiunto l'obiettivo. Maria Falcone ha portato la testimonianza di alcuni moniti del fratello: "per sconfiggere la mafia occorre un salto plurigenerazionale" e ancora "gli uomini passano, le idee restano e ognuno di noi deve fare la sua parte". Con intelligenza e determinazione il giudice Falcone seppe condurre una lotta transnazionale alla mafia fino ad arrivare, grazie anche alle rivelazioni del pentito Buscetta, al maxi processo del 1987, che segnò la prima vittoria dello Stato con 19 condanne. A ciò doveva seguire, secondo Giovanni Falcone, la risposta costante dello Stato e un cambiamento della società. Di questo grande patrimonio di valori si è resa interprete Maria Falcone, che, fin dall’istituzione della Fondazione, non ha mai smesso di incontrare giovani in tutta Italia, come è avvenuto anche a Perugia nella stessa mattina del 12 dicembre, per confrontarsi con loro sul rischio che le istituzioni sane possano essere attaccate dalla mafia. E’ intervenuto poi il Dott.Giuseppe Ayala, già sostituto procuratore che ha coadiuvato i giudici Falcone e Borsellino, il quale ha ripercorso il vortice di violenza causato a Palermo negli anni ’80 dal disegno egemonico dalla cupola di Cosa nostra: i corleonesi Riina e Provenzano. Il Dott. Ayala, per quasi un decennio senatore, ha dichiarato quanto l’intreccio perverso della ricerca del profitto per condizionare il potere abbia portato la criminalità organizzata ad investire nell’economia legale e nelle zone più ricche dello Stato, come è testimoniato dalle tante amministrazioni locali del nord-Italia sciolte per mafia. Il magistrato ha concluso il suo intervento ricordando che Falcone e Borsellino sono morti non come eroi, ma come uomini che hanno scelto di compiere il proprio dovere al meglio. Ha preso poi la parola l’Onorevole Walter Verini, componente della Commissione Giustizia della Camera, che ha ribadito quanto sia pervasiva la penetrazione della mafia nella speculazione finanziaria, nell’economia quotata in borsa e nel controllo dei mezzi informatici e di quanto sia necessaria una diffusione della cultura della legalità attraverso la democrazia. La corruzione è contigua ai poteri criminali e le leggi che tutelano oggi i testimoni di giustizia e coloro che segnalano fenomeni di corruzione, ha ricordato l’On.Verini al termine della conferenza, rappresentano segnali positivi di uno Stato fondato sulle regole.





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