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Una stanza per chi ha il coraggio di denunziare.

Il Club ha celebrato la Giornata internazionale contro la violenza sulle donna con la tavola rotonda “Una stanza per chi ha il coraggio di denunziare”, dedicata alla Stanza tutta per sé, realizzata dal Club nella caserma del Comando Prov. dei Carabinieri di Cagliari. Hanno partecipato all’incontro la socia M.Alessandra Pelagatti, Procuratore della Repubblica, il Magistrato Cristina Ornano, l’Avv. Francesco Pisano e il Colonnello Ivan Giorno. Una installazione arancione realizzata dalla socia Carla Sanjust, ha accompagnato l'ingresso del folto pubblico partecipante.

 
 

 

 

 

 

 

“Una stanza per chi ha il coraggio di denunziare”

Il Club ha celebrato la Giornata internazionale contro la violenza sulle donna con la tavola rotonda, aperta al pubblico, “Una stanza per chi ha il coraggio di denunziare”, dedicata alla Stanza tutta per sé realizzata dal Club nella caserma del Comando Provinciale dei Carabinieri di Cagliari. Hanno partecipato all’incontro la socia Maria Alessandra Pelagatti, Procuratore della Repubblica, il magistrato Cristina Ornano, l’Avv. Francesco Pisano e il Colonnello Ivan Giorno.

Davanti ad un folto pubblico e in una sala preceduta da una suggestiva installazione arancione realizzata dalla socia Carla Sanjust in omaggio all’invito “Orange the world” rivolto quest’anno dall’ONU, i relatori hanno rievocato le caratteristiche del fenomeno della violenza sulle donne, fatto non “privato” ma “pubblico” per le conseguenze terribili che produce nel tessuto sociale: la violenza domestica in particolare compromette il percorso di crescita dei minori che vi assistono, destinati a diventare adulti violenti, con tutti i costi sociali che ne derivano.

È stata perciò rilevata in apertura dalla socia M. Alessandra Pelagatti l’importanza determinante della denunzia, e perciò della Stanza come strumento di supporto alla donna che ha il coraggio di superare la paura e la vergogna di raccontare fatti intimi, spesso umilianti, dolorosi e imbarazzanti come sono le violenze patite ad opera di un uomo.

Cristina Ornano, Giudice del Tribunale, ha ricostruito l’evoluzione della normativa penale di contrasto alla violenza sulle donne, ricordando il deficit di tutela che ha caratterizzato il nostro sistema fino all’introduzione del reato di “atti persecutori”, avvenuta nel 2009, sotto la spinta della normativa europea, e delle prime misure cautelari (divieto di avvicinamento alla persona offesa) dirette a proteggere al vittima da ulteriori aggressioni.

Questi strumenti consentono di “cinturare” la donna prima che la condotta persecutoria degeneri, e sono estremamente efficaci perché nella maggior parte dei casi bloccano la condotta aggressiva dello stalker o del maltrattante.

Il sistema presenta invece ancora carenze nella fase successiva alla condanna perché, espiata la pena, si perde il controllo dell’abusante o del maltrattante, controllo che potrebbe invece essere garantito dall’approntamento - come avviene in Francia - di adeguate misure di sicurezza da applicare a pena eseguita.

L’avv. Francesco Pisano ha invece illustrato alcune forme di giustizia riparativa che si stanno sperimentando nei riguardi dei maltrattanti e dei sex offenders, consistenti non nella monetizzazione del danno, o nella riconciliazione, quasi sempre impossibile, con la vittima, ma in percorsi psicoterapeutici di gruppo diretti al recupero di una affettività più matura, allo scopo di limitare il rischio di recidiva. Si tratta di una metodica attivata per la prima volta in Canada e sviluppata nel carcere milanese di Bollate, che verrà presto importata anche a Cagliari.

Infine il col. CC Ivan Giorno ha evidenziato le caratteristiche e le potenzialità della Stanza di ascolto realizzata dal nostro club, risaltandone l’ampio utilizzo e ricordando le modalità di contatto con l’Arma per le donne vittima di violenza.

 

 

 

 

 

 

 





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