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La seconda vita dei libri donati

viaggio nel "deposito" che li raccoglie

Ogni anno i cittadini milanesi regalano alle biblioteche rionali circa 30 mila libri. Il "deposito" di via Boifava destina alcune copie alle biblioteche di ospedali, carceri, comunità o scuole. E i volumi raccontano la storia di chi li ha posseduti: tra le pagine segnalibri, scontrini e lettere d'amore.

Hanno commosso, coinvolto, sorpreso, interessato (o magari anche annoiato) i loro primi "proprietari". Ora intercettano la vita di altre persone, alcune delle quali vivono un periodo difficile perché sono in ospedale, in carcere, in un dormitorio o in una comunità d'accoglienza. A Milano ogni anno i cittadini donano alle biblioteche rionali circa 30 mila libri. Quelli che non servono, perché le biblioteche ne hanno già alcune copie, vengono portati nel "deposito-biblioteca" di via Boifava per essere poi donati alle realtà del mondo non profit, alle scuole e a quelle istituzioni che hanno una propria biblioteca o vogliano crearne una. E così questi libri finiscono, per esempio, nelle carceri di San Vittore e di Bollate, al dormitorio della Fondazione Fratelli di San Francesco, i dvd di cartoni animati o di documentari sulla natura all'ospedale pediatrico Buzzi.

Sono oltre mille le organizzazioni del terzo settore e gli enti che hanno attinto e attingono al deposito biblioteca. E non solo di Milano: le richieste arrivano da tutta Italia. "Si rivolgono a noi anche molte biblioteche pubbliche di piccoli comuni - spiega Pasquale La Torre, responsabile e ideatore otto anni fa del "Progetto Doni" del deposito biblioteca -. Abbiamo ricevuto richieste anche dalla Sicilia e dalla Puglia". Oltre ai libri dei singoli cittadini, nel deposito biblioteca confluiscono quelli donati da case editrici e quelli che le biblioteche rionali sono costrette a togliere dagli scaffali e dal catalogo perché devono fare spazio ai nuovi titoli. "Per venire incontro alle esigenze dei lettori che prendono in prestito i libri, le nostre biblioteche rinnovano costantemente il loro patrimonio librario -aggiunge La Torre-. Le biblioteche rionali sono 25 e hanno complessivamente 600 mila volumi. Ogni anno compriamo circa 30 mila copie di libri nuovi ed è inevitabile che anche noi abbiamo libri da scartare. Ma sia noi che i nostri lettori siamo profondamente convinti che i libri non si buttano via mai! E ci è sembrato che l'alternativa migliore al macero fosse quella di dare loro una seconda possibilità".

I libri raccontano anche la storia di chi li ha posseduti. Nei libri donati, gli operatori del deposito biblioteca trovano segnalibri di ogni colore e fattura, cartoline, appunti, scontrini. Tra i cimeli scovati tra le pagine, anche una ricevuta di pagamento, probabilmente risalente agli anni '60, di una rata di acquisto di un'enciclopedia. E poi ci sono le lettere d'amore: le più belle sono quelle scritte anni fa quando non c'erano ancora mail e sms, racconta chi ogni giorno si vede passare tra le mani dai 200 ai 300 libri. Alcune più passionali altre più galanti, con calligrafie che ricordano spesso tempi passati. "Capita anche che ci chiamino per donarci l'intera biblioteca personale di un genitore o di un parente defunto -aggiunge Pasquale La Torre-. Andiamo a casa loro per capire di che si tratta e a volte si ha come l'impressione di violare l'intimità di una persona. A volte ci sono libri inutilizzabili, ma è difficile dire che non li vogliamo, perché sembra di rifiutare o di disprezzare la storia di queste persone per le quali quei libri erano importanti, visto che li avevano conservati".

Al deposito-biblioteca di via Boifava lavorano, a turno in alcuni giorni della settimana, anche tre giovani con disabilità, seguiti dalla cooperativa L'Impronta. "E dal Tribunale ci arrivano anche persone sottoposte all'obbligo di svolgere lavori di pubblica utilità -aggiunge Pasquale La Torre-. Qui il lavoro non manca". Ogni libro viene infatti catalogato e finisce in un database consultabile dagli enti che vogliano riceverne per la propria biblioteca. Anche se a malincuore, un po' di volumi finiscono comunque al macero, perché sono in cattive condizioni. Ma se ne occupano i volontari della Lilt (Lega italiana lotta ai tumori): dal loro riciclaggio ricavano fondi per l'associazione. Le realtà associative che vogliono ricevere libri possono scrivere a c.bibliodeposito@comune. milano.it. (dp)





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