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Inaugurazione 120° CND di Rapallo

Buonasera a tutti e un saluto e un ringraziamento per la loro presenza alle autorità soroptimiste, alle numerose autorità civili e alle socie tutte.

In questa occasione del 120° Consiglio Nazionale delle Delegate dell’Unione Italiana abbiamo il previlegio di avere con noi numerose autorità soroptimiste che mi onoro di salutare una per una:

 - La Presidente della Federazione Europea, Renata Trottmann Probst, che darà poi un suo saluto

 - La tesoriera di Soroptimist International Susanna Raccis

 - La presidente della Commissione Borse di Studio della SIE Maria Luisa Frosio

 - La rappresentante di SI presso la FAO Liliana Mosca

 - La Segretaria Generale di SIE del biennio 2015-17 Flavia Pozzolini, nonché past presidente nazionale

 - Le past presidenti nazionali Leila Picco, Anna Maria Isastia, Wilma Malucelli, Giovanna Catinella

 - Per i lavori di domani sarà presente anche la Past Presidente della SIE Elisabetta De Franciscis

La vita della nostra associazione ha nel CND il momento cardine, infatti è questo il momento di rendere conto delle scelte e dei risultati delle azioni proposte all’inizio del mandato, è questo il momento delle decisioni, delle nuove proposte, della programmazione continua, è questo il momento del confronto,  del dialogo, della chiarezza,  bello anche pensare che sia anche il momento del conoscersi meglio, del ritrovarsi, della ricerca di collaborazione, è comunque il momento delle scelte.

Questo CND è per me, come PN, anche il momento dei “grazie” alle amiche soroptimiste, e sono tanti i “grazie” che desidero esprimere loro nel dare inizio a questo Consiglio Nazionale.

Prima di tutto un grazie affettuoso e riconoscente alla presidente del Club del Tigullio Antonella Dugnani, alle responsabili dell’organizzazione di questo CN, Lucia Taormina e Silvia Balicco, a tutte le socie del Club del Tigullio per la fatica che hanno affrontato, per l’impegno che hanno profuso, anche nei dettagli, per l’attenzione e l’accoglienza verso tutte noi, un grazie sinceramente pieno di amicizia a voi socie soroptimiste per la vostra presenza, a chi è qui oggi, per aver scelto, in questo modo, una partecipazione attiva e costruttiva a un momento della nostra vita associativa certamente importante per il nostro futuro e per le prospettive di percorso che guideranno nei prossimi mesi le nostre azioni, un grazie pieno di simpatia per aver lasciato qualcuna il suo lavoro, qualcuna la famiglia, qualcuna per aver rinunciato al proprio riposo, proprio per non rinunciare a un confronto  positivo che non è mancato oggi nel pomeriggio nelle riunioni preliminari e che continuerà domani, un grazie pieno di gratitudine per aver creduto e per aver condiviso ciò che l’Unione ha proposto, per aver sentito come vostri quei progetti che hanno scandito i nostri mesi di azione,  per aver compreso che rispondevano a un’esigenza non estranea, ma sentita da tutte e per ciò fatta propria da tutte, con un convincimento e un entusiasmo davvero straordinari, come dimostrano i risultati finora raggiunti, e infine un grazie carico di orgoglio per tutte le azioni che avete condotto a termine o che avete intrapreso o che, come so, state per intraprendere: dal  mese di ottobre i nostri club hanno intrapreso più di 450 azioni, che hanno coinvolto più 5.000 persone (molte di queste, giovani), ma di questo parleremo nella giusta sede, domani.

E questo è il frutto di un percorso che non è iniziato ora, di un percorso che ha origini lontane indicato con determinazione e competenza da chi mi ha preceduto, da chi ha aperto una strada che è diventata via via più attuale, più operativa, più rispondente ai nuovi bisogni (diventata per esempio più sensibile alla necessità di una strategia del lavoro femminile, che un’associazione come la nostra, di donne professionalmente affermate, deve sentire come dovere, oppure diventata più vigile nel contrasto all’indifferenza e all’ignoranza, e nelle proposte di impegno e di entusiasmo verso il bene, alla ricerca di quella buona creanza che è un frutto della buona cultura), senza trascurare i bisogni di sempre (come per es. il contrasto alla violenza o il sostegno alle fasce fragili), un percorso che io mi onoro di continuare pur, come tutte coloro che mi hanno preceduta, cogliendo anche quegli aspetti che la problematicità del momento storico e la velocità dell’evolversi dei tempi e dei bisogni ci pongono davanti a volte come montagne da scalare a volte come fiumi da attraversare, ma affrontate con quelle caratteristiche che ci sono proprie e che ormai tutti i nostri partner e quanti lavorano con noi ci riconoscono : la qualità professionale, la capacità di fare rete anche e soprattutto con le istituzioni, la generosità d’animo, la conoscenza dei territori che abitiamo, dei loro problemi, e anche delle loro risorse, la capacità eclettica di trovare sovente soluzioni e, non ultima, la tenacia propria di chi crede in quello che fa.

Risultati positivi che proprio perché sono tali non ci permettono di fermarci godendo solo dei risultati ma che diventano per noi un obbligo morale, che verrà ratificato anche attraverso gli impegni, le decisioni, il confronto di questo 120° CND, che dichiaro ufficialmente aperto.    





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