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INTERVISTA PN

Aula di ascolto protetto

Progetti nazionali / Aula di ascolto protetto

L' "Aula di ascolto protetto per i minori" costituisce un modello emblematico del modo di operare del Soroptimist International quale associazione di servizio.

All'inizio del biennio 2011 - 2013 abbiamo individuato una grave carenza diffusa su tutto il nostro territorio nazionale e cioè la mancanza nei tribunali di aule per l'ascolto protetto di minori, tanto che spesso si è costretti o a rinunciare a sentire il minore per carenza di strutture adeguate o a sentirlo presso centri anti violenza o strutture private di supporto psicologico, del tutto estranee al contesto processuale e per ciò solo difficilmente idonee, per di più in moltissimi casi con notevole aggravio di costi processuali se si considera che un'audizione in tali luoghi può costare da € 700,00 a € 1.200,00.

I Club sono quindi chiamati a verificare l'esistenza delle aule e il loro utilizzo e, ove ne sia accertata la mancanza, a contattare i vertici del Tribunale (Presidente, Procuratore della Repubblica) e offrire aiuto per allestire l'aula dotata di tutto quanto necessario, sollecitando la messa a disposizione di spazi adeguati.

Il Club pone così la sua opera di sensibilizzazione, la propria attività e quella delle socie qualificate (avvocati, architetti, ingegneri), le proprie risorse economiche e quelle di eventuali sponsors a favore delle Istituzioni e delle Comunità locali.

Nel realizzare l'aula i Club vengono in contatto con molteplici organismi (Tribunali, ovviamente, ma anche Comuni,  Ordini e Associazioni di Avvocati, Forze dell'Ordine, psicologi) dando corso a rilevanti rapporti istituzionali, e a ricordo della  iniziativa è consentito loro di lasciare un segno tangibile dell'intervento in un luogo così significativo per la vita del Paese, il luogo dove si amministra la Giustizia: una targa all'ingresso dell'aula con il logo, l' indicazione "Soroptimist International d'Italia" e il nome del Club o dei Club che hanno partecipato alla realizzazione.

Noi, forti della nostra storia e dei nostri principi, lo chiamiamo "servire"; lo possiamo chiamare, in senso lato, "collaborare", ma se vogliamo usare un termine giuridicamente appropriato possiamo qualificarlo come un esempio concreto di "sussidiarietà" come prevista dall'art. 118, comma terzo, Cost. "Stato, Regioni, Città Metropolitane, Province e Comuni favoriscono l'autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà".

L'importanza di queste aule per le comunità locali è tale che la loro inaugurazione è sempre seguita con grande attenzione dalla stampa e dalle televisioni locali, cosicché il nostro logo sta diventando una sorta di marchio a favore dei diritti dei più deboli. Siamo riconosciute per ciò che siamo: "Donne per i diritti - Diritti per le donne" e a favore di tutti coloro che hanno bisogno del nostro supporto, tra di loro i minori e in particolare le bambine che spesso, troppo spesso, sono oggetto di orrendi reati di violenza.

Come si caratterizzano le aule di ascolto. Si tratta di uno spazio dotato di apposito impianto di videoregistrazione e arredato in modo consono ad accogliere un bambino in tenera età vittima, ma talvolta soltanto testimone, di un reato di violenza, perché il giudice possa assumere la testimonianza sottraendolo alla pubblicità dell'udienza e senza costringerlo a subire il confronto diretto con le altre parti del processo e soprattutto col presunto abusante.

La videoregistrazione è fondamentale perché consente di valutare la mimica e la gestualità, spesso molto più significative di qualsiasi parola e perché esclude la necessità di ripetere l'audizione nel corso nel processo. L'aula ove è ascoltato il minore è quindi collegata con le apparecchiature di videoregistrazione con una diversa stanza dove si trovano  le parti processuali, gli avvocati insieme agli eventuali consulenti, che possono interagire in diretta col giudice e col bambino, secondo il prudente apprezzamento del giudice stesso.

L'aula di ascolto protetto può essere anche utilizzata per ascoltare bambini in tenera età nei procedimenti di separazione dei genitori.

Dobbiamo essere orgogliose di quanto fatto fino a ora (le tante aule già inaugurate) e ringraziare di cuore i Club che le hanno realizzate e al contempo incoraggiare e sostenere quelli che l'hanno programmata e stanno operando per la sua realizzazione in mezzo a tante difficoltà logistiche ed economiche.

DATA PUBBLICAZIONE:

01 ottobre 2011

PRESIDENZA

Flavia Pozzolini

PROGETTO

Aula di ascolto protetto del minore

ALLEGATI

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    14-08-2012-Mussoni-relazione.pdf
3

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