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Le studentesse vogliono contare - Il Mese delle STEM - Progetto Club Pavia: Perchè io no?

Nell'ambito dell'iniziativa Miur "Le studentesse vogliono contare – Il mese delle Stem", il progett­­­­­­­­­­o del ClubPavia, intitolato PERCHÉ IO NO ? si articola in tre fasi:

Il primo step è volto a sfatare lo stereotipo per cui le ragazze sarebbero “meno portate per le materie scientifiche”: diffusione in tutte le scuole secondarie di secondo grado dei migliori risultati ottenuti in matematica, fisica e scienze da alunne e alunni, dai quali si evince la sostanziale parità dei due gruppi (ma spesso i voti più alti sono delle alunne). Per comodità possono essere i risultati, anonimi, dei voti riportati il quarto e quinto anno nella scuola stessa. La divulgazione va fatta a partire dal primo anno, perché spesso la scelta dell’indirizzo di studi è precoce.

Il secondo step consiste nell’invitare a scuola studentesse di facoltà scientifiche, perché comunichino la realtà dei loro studi, spesso ignorata dai giovanissimi. La matematica, le scienze, la biologia che si studiano a scuola hanno ben poco a che vedere con le stesse discipline affrontate a livello universitario. La testimonianza di studentesse universitarie sarà molto utile per indurre le liceali a orientare le proprie scelte verso facoltà di tipo scientifico.

Il terzo step: organizzazione (possibilmente durante le assemblee scolastiche) di conferenze tenute da giovani donne che hanno affrontato studi scientifici e hanno raggiunto l’obiettivo che si erano proposte, anche arrivando a sfondare  il famoso soffitto di cristallo.

Il 31 marzo, sulla base di accordi presi con il dirigente scolastico, presso un liceo scientifico cittadino si svolgerà un incontro degli studenti delle classi IV e V, con una laureanda in matematica che illustrerà il suo percorso di studi e le sue aspettative lavorative. Il resoconto di tale incontro sarà disponibile on line a partire dal 8 aprile. 
 

Con la fotografia allegata ricordiamo un evento di 70 anni fa:

FEBRUARY 11, 2016

70 years ago, six Philly women became the world's first digital computer programmers

ENIAC, the world's first digital computer, unveiled 70 years ago Sunday at the University of Pennsylvania, had six primary programmers: Kay McNulty, Betty Jennings, Betty Snyder, Marlyn Wescoff, Fran Bilas and Ruth Lichterman. They were initially called "operators."

Without any real training, they learned what it took to make ENIAC work – and made it a humming success. Their contributions were overlooked for decades.

11 febbraio 2016

70 anni fa sei donne di Filadelfia divennero le programmatrici del primo computer digitale al mondo.

ENIAC, il primo computer digitale al mondo, creato 70 anni fa nell’Università della Pennsylvania, ebbe come sei primi programmatori [sei donne]: Kay McNulty, Betty Jennings, Betty Snyder, Marlyn Wescoff, Fran Bilas and Ruth Lichterman. Esse furono inizialmente chiamate “operatori”.

Senza una vera e propria formazione esse impararono come far funzionare ENIAC e ne fecero un successo. Si sorvolò per decenni sul loro contributo. 





ALLEGATI

Allegato
04-03-2016-Allegato.pdf


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