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"Una stanza tutta per sé" al Tempo delle Donne, Milano

Crescono gli spazi sicuri e protetti per le donne che denunciano violenza.

Domenica 14 settembre, nella meravigliosa cornice della Triennale di Milano, alcune socie di EmpowerNet Milano hanno preso parte all'evento Il Tempo delle Donne, la festa-festival del Corriere della Sera, in collaborazione con iO Donna, Valore D e il Centro di ricerca interuniversitario Culture di genere.

l tema della 12ª edizione del festival è stato “Poteri. Soldi. Amori. La libertà di volere ancora tutto”, filo conduttore che ha guidato gli interventi di protagonisti del mondo dello spettacolo, del giornalismo, della cultura, della politica e della musica.

«Tre plurali: Poteri. Soldi. Amori. – spiega Barbara Stefanelli, vicedirettrice vicaria del Corriere della Sera –. Una chiamata alla società e agli individui ad aprirsi per superare le disparità, non solo al femminile, moltiplicando spazi, storie, idee e sguardi, per costruire un mondo che non sia a somma zero».

Uno spazio speciale è stato riservato anche al Soroptimist International d'Italia, con un intervento dedicato al progetto “Una stanza tutta per sé”, presentato da Monica Amari, presidente Soroptimist Club Milano Fondatore, Francesca Ricci, presidente Soroptimist Club Milano alla Scala e la Tenente Colonnello comandante della Compagnia di Rho, Daniela Nuzzo.

Il progetto, nato nel 2015 da un accordo tra l'Arma dei Carabinieri e l'Associazione Soroptimist International, ha l'obiettivo di sostenere le donne nel delicato momento della denuncia di violenze e abusi alle Forze dell'Ordine. Vengono così realizzate stanze dedicate, in cui le vittime possano sentirsi protette e accolte, dove è possibile portare anche i propri figli. Si tratta di ambienti progettati secondo parametri specifici, che tengono conto della psicologia dei colori e delle immagini sul comportamento umano, e realizzati anche grazie alle competenze professionali delle socie dei club.

I due club milanesi hanno creato cinque stanze, che si aggiungono alle numerose già attivate sul territorio nazionale (l'elenco completo è disponibile qui: sito Soroptimist).

Laddove non sia possibile disporre di una stanza, o nei casi in cui sia preferibile raccogliere la testimonianza in un luogo diverso da quello istituzionale (abitazione, pronto soccorso o altro ambiente più adatto a supportare la vittima), il progetto continua attraverso “Una stanza tutta per sé… portatile”: una valigetta con kit informatico audio-video per la verbalizzazione delle denunce.

È stato per noi importante supportare le socie relatrici nella presentazione del progetto e ci auspichiamo che grazie all'impegno costante di tutti i club, la conoscenza di questa iniziativa si diffonda sempre di più sul territorio, in modo che possa diventare uno strumento efficace a supporto di tutte le vittime. 

E se vi siete chiesti perché “una stanza tutta per sé”…

Virginia Woolf, nel saggio che porta proprio questo titolo, scriveva: «Le donne devono avere soldi e una stanza tutta per sé». Dove la stanza rappresenta la possibilità per la donna di affermazione, luogo fisico di privacy e indipendenza, simbolo sia di libertà personale che intellettuale.

#unastanzatuttapersè

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