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25 Novembre: luci e voci

Quarta intervista: lo Sportello VIS a supporto delle vittime di violenza

Azioni territoriali per il contrasto alla violenza contro le donne-  Intervista a Cristina Cerrai, Consigliera di Parità della Provincia di Livorno e coordinatrice dello SPORTELLO VIS a cura di Fiorella Chiappi

 L’avvocata Cristina Cerrai, dal 2013 Consigliera di Parità della Provincia di Livorno, è la coordinatrice dello SPORTELLO VIS , un  centro che riunisce una rete territoriale a supporto delle vittime di qualsiasi forma di violenza e la tutela dei diritti dei cittadini, in special modo delle categorie svantaggiate. Con lei ci vogliamo soffermare sui servizi attivati.

 

Quali sono le Istituzioni, gli enti pubblici  e privati che fanno parte della  rete VIS? Nel 2014, dopo una formazione, presso la Provincia Di Livorno, di circa un anno a cura dall’Università di Pisa, partner del progetto, sono stati formati  operatori provenienti da Forze dell’Ordine, Sanità, Comune di Livorno e altri Comuni della Provincia, Prefettura, Tribunale, Ufficio Scolastico Provinciale.  Della rete fanno parte anche numerose associazioni, fra cui Caritas, Randi, Ippogrifo, SVS, CESDI.

Dal 2014 ad oggi quali sono state le attività portate avanti? La divulgazione alla cittadinanza dell’esistenza dello “Sportello” e dei suoi servizi assieme alla costante attività di aggiornamento tra i soggetti partner, anche perché la disciplina legislativa è in continuo cambiamento soprattutto  sulla  violenza di genere. L’organizzazione di convegni aperti alla cittadinanza per un’azione di sensibilizzazione sui temi della violenza intesa in tutte le sue manifestazioni e di  prevenzione  con progetti e sportelli itineranti presso gli istituti scolastici del territori così come un monitoraggio periodico per aggiornare le prassi operative tra i partner e migliorare l’offerta dei servizi alle/agli utenti.

Quali sono i servizi dello Sportello Vis? In sintesi quattro: informazione, accoglienza, orientamento e percorsi specialistici.

A livello d’informazione cosa viene fatto? Le forze dell’ordine, gli operatori sanitari  (ospedali, consultori, servizi vari delle ASL locali) e sociali (Comuni ed enti locali) e delle associazioni specializzate su target specifici di vittime consegnano alle persone offese il depliant informativo con i riferimenti della Rete Vis Network, che consente di fruire dei servizi.

Come si può accedere allo sportello? Lo sportello si attiva chiamando il numero  0586 257229 da lunedì a venerdì ore 9-13 o andando di persona a Palazzo Granducale, piazza del Municipio, 4 a Livorno il martedì e il giovedì ore 15-19, oppure scrivendo al seguente indirizzo di posta elettronica: sportellovis@provincia.livorno.it

Con l’attività di accoglienza cosa viene fornito?A seguito di una richiesta, la Segreteria della Rete VIS informa l’operatore di turno che provvede, nell’arco di 24 ore, a contattare il richiedente e fissare il primo colloquio di accoglienza.

La seconda fase dell’accoglienza consiste in:

·      offrire un primo ascolto, una risposta immediata alle eventuali urgenze;

·      compilare la domanda di aiuto, valutando la possibilità di proseguire con una delle attività di sostegno o con i percorsi specialistici offerti dalla Rete VIS;

·      consentire una fruizione consapevole delle opportunità della Rete.

 Il servizio di Orientamento in cosa consiste?

Il servizio di Orientamento offre la possibilità di :

·      effettuare un colloquio con un operatore di riferimento, indicazione dei servizi e delle opportunità della Rete Vis presenti sul territorio in materia di protezione, lavoro, formazione, casa, accesso alle cure, accesso ai fondi di risarcimento, ecc.

·      monitorare il percorso delle persone nell’ambito delle attività della Rete, favorendone la conoscenza.

Quali percorsi specialistici offrite?  Dopo i colloqui di accoglienza potranno essere attivati, anche parallelamente, uno o più percorsi, erogati direttamente presso lo sportello o presso le strutture preposte dai soggetti della rete:

·      informazione e orientamento legale perché la vittima possa far valere i propri diritti nel percorso giudiziario;

·      sostegno psicologico per essere consapevoli di quanto subito, affrontare i pericoli presenti e le possibilità di interrompere il rapporto con chi agisce violenza e un percorso di autonomia per costruire nuove opportunità di vita, elaborare altresì le problematiche relative alla genitorialità;

·      trattamento integrato psicologico e psichiatrico nei casi in cui emerge una sofferenza con caratteristiche di sintomatologia pervasiva e/o acuta, mediante l’invio ai soggetti specializzati presenti nella rete;

·      mediazione solo nel caso in cui la vittima esprima il desiderio di incontrare l’autore del  reato e  ci siano i necessari presupposti.

Quali sono i reati prevalenti ? Principalmente quelli relativi alla violenza di genere. Si rivolgono ai nostri servizi persone sofferenti che hanno subito una vittimizzazione che le ha colpite nella propria integrità fisica, psicologica, sociale ed emotiva, nella capacità relazionale ed esistenziale. Tocchiamo con le mani il loro dolore, la frustrazione, i danni post traumatici da stress e l’assenza di speranza e progettualità, a cui - posso dire con soddisfazione - siamo riusciti quasi sempre a dare una risoluzione.

E sul fronte di chi agisce violenza, per gli uomini cosa è previsto? Un altro obiettivo primario per interrompere la violenza è quello di agire sugli autori. La presa a carico dell’uomo maltrattante è importante tanto quanto mettere in sicurezza le vittime ed evitare il rischio di una loro uccisione. Identificare gli uomini a elevato rischio di essere violenti mette gli operatori in condizione di avviare le misure adeguate a garantire la sicurezza delle vittime e fornisce informazioni importanti sui requisiti dei trattamenti speciali. Per questo scopo abbiamo aperto in seno allo sportello la sezione ASCOLTO UOMO per intercettare tempestivamente degli episodi disfunzionali e dei fatti violenti. L’autore viene preso in carico da personale specificatamente formato con  una fase iniziale  di ascolto e quindi con la  proposta di un percorso personalizzato, finalizzato a motivarlo all’assunzione di responsabilità e costruzione di alternative alla violenza. Il percorso proposto ha il fine di interrompere i comportamenti disfunzionali ed evitare le recidive.

Come avviene l’accesso al vostro sportello ASCOLTO UOMO? L’identificazione e la conseguente fase d’invio al personale specializzato presso il nostro sportello per un  percorso personalizzato avviene da parte di quei soggetti - forze dell’ordine, operatori sociali, difensori, autorità giudiziaria e centri antiviolenza - che in qualche forma hanno contatto con i maltrattanti e le donne che fanno emergere le situazioni critiche.

Nei casi dei maltrattanti con figli come agite? Quando gli autori hanno figli minori, questi vivono in contesti in cui risentono sempre, direttamente o indirettamente, della violenza a cui assistono. Intervenire per far cessare i comportamenti violenti consente una messa in sicurezza dei minori e la compromissione delle capacità genitoriali del genitore maltrattante.  

Negli anni quale tipo di formazione avete fatto?

·      Sono state affrontate le tematiche relative alle disposizioni Europee in tema di tutela alle vittime,  la concezione e tutela della vittima nell’ordinamento penale e giudiziale italiano e le normative specifiche a tutela delle vittime, insieme al concetto di danno e di risarcimento.

·      E’ stata approfondita l’analisi sull’aggressività e gli agiti criminali nei confronti delle vittime  analizzandoli come fenomeno, tipologia ed esito criminologico e vittimogeno. In particolare analizzando reati quali l’omicidio/femminicidio, la violenza domestica, la violenza psicologica e fisica, abbandono e negligenza, l’abuso sessuale, i maltrattamenti, lo stalking, e i reati ad essi correlati (es. sfruttamento materiale e finanziario, sequestro, furto, rapina, etc.) con particolare riferimento a donne, bambini, (ma anche anziani e non autosufficienti, persone in marginalità sociale).

·      Sono state trattate le teorie vittimologiche e la relativa definizione dei campi di intervento, insieme all’analisi delle vittime e dei processi di vittimizzazione primaria, secondaria, recidivante, con particolare riferimento alla dicotomia aggressore-vittima. Sono state apprese le primarie tecniche di counseling e colloquio con la vittima.

·      Come affrontare  - il tema più difficile - il silenzio e il sommerso delle vittime. 

Durante l’emergenza covid avete portato avanti l’attività dello SPORTELLO VIS? Assolutamente sì, le operatrici hanno lavorato incessantemente, anche se non in presenza, con  tutti i mezzi alternativi possibili, ma soprattutto attivando un servizio particolare per l’emergenza sanitaria.  Le donne -  e i  loro bambini - che vivono situazioni di violenza domestica latente oppure già in atto, sono ancora più soggette al pericolo degli scoppi di rabbia e/o alla recrudescenza dei maltrattamenti da parte dell’uomo convivente.

Cos’è l’iniziativa “Mascherina 1522”? Il Centro di ascolto Sportello Vis e l’Ordine dei Farmacisti della provincia di Livorno hanno realizzato una significativa iniziativa :“Mascherina 1522”. Si tratta di una frase che le donne, in difficoltà per problemi di violenza domestica, possono utilizzare nelle farmacie per ricevere informazioni e/o attivare una forma di aiuto. In tal modo, associando il numero verde 1522 alle mascherine acquistate per il problema del corona virus, vengono fornite loro tutte le informazioni necessarie per chiedere aiuto e denunciare la violenza in sicurezza, tramite il nostro sportello.

 

1° intervista: la stanza presso la Caserma dei Carabinieri

2°intervista: la stanza presso la Questura di Livorno

3°intervista: la violenza assistita

https://www.soroptimist.it/newsoro/admin_site/contenuti/mod_contenuti.php?idcontenuti=31244&linguaid=1

  • CATEGORIA:

    Attività

  • Autore:

    Maria Emanuela Bacci di Capaci

  • CLUB:

    Livorno,

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