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25 Novembre: luci e voci

Quinta intervista: Centro Donna, azioni per le vittime di violenza

Le azioni per le donne e per il contrasto alla violenza di genere e assistita al Centro Donna di Livorno - Intervista a Giovanna Papucci, Presidente dell’Associazione Ippogrifo di Livorno della socia Francesca Salvadorini, Corrisp. Comitati Partecip. Consulte – Soroptimist Club di Livorno

 Il Centro Donna di Livorno, istituito nel 1984 dal Sindaco Alì Nannipieri, su proposta dell’Assessora Daniela Bertelli, dal 2003 è gestito attraverso bandi di pubblica evidenza dall’Associazione Ippogrifo APS, certificata in qualità da SGS-Italia ISO 9001 negli ambiti della Formazione, Educazione, Progettazione Sociale.  Il Centro offre a tutte le donne un servizio gratuito di ascolto, informazione, formazione, orientamento psicologico e legale, iniziative culturali, spettacoli.

 

 

Ne parliamo con Giovanna Papucci, la Presidente dell’Associazione Ippogrifo.

Quali sono le attività portate avanti dal centro Donna di Livorno?

Il Centro offre a tutte le donne un servizio gratuito di ascolto, informazione, formazione, orientamento psicologico e legale, iniziative culturali, spettacoli. La realizzazione di iniziative pubbliche - nel tempo - ha mirato a valorizzare questo luogo come spazio di emersione e di visibilità della creatività femminile. Attraverso l'organizzazione di conferenze, tavole rotonde, rassegne e mostre, seminari e giornate di studio, è stata favorita la fruibilità del Centro e la partecipazione della città, con l’obiettivo di garantire visibilità ai saperi e alle pratiche femminili.

Il Centro Donna è un luogo aperto, uno spazio dove sviluppare idee, suscitare interessi, dove gli incontri sono occasione per ri-conoscersi, dove il confronto genera relazione. Le attività sono rivolte alle donne, italiane e migranti nell’ottica delle pari opportunità per vivere con agio nel contesto sociale, culturale ed economico della città. Dal 2006 Ippogrifo è attivo anche come Centro Antiviolenza (CAV) con sede operativa presso il Centro Donna del Comune di Livorno.

Quali sono i servizi del Centro Donna? Come è strutturato?

In sintesi il Centro offre i seguenti servizi:

·      sportello Welcome per l'accoglienza, l'ascolto dei bisogni e l’orientamento al lavoro

·      orientamento psicologico per la crescita in autostima

·      orientamento legale per situazioni di disagio nella vita di coppia e familiare (separazioni - divorzi)

Il Centro è strutturato come:

·      “osservatorio” dei bisogni e delle risorse femminili

·      strumento per favorire il riconoscimento e l'affermazione dell'identità femminile

·      spazio di documentazione della produzione femminile (Biblioteca di genere)

·      luogo di visibilità per la creatività professionale e artistica delle donne

·      strumento privilegiato per la progettazione e attuazione di azioni inerenti le politiche femminili e sociali.

Ippogrifo ha accompagnato l'evoluzione del Centro e il suo radicamento sul territorio nell'ottica delle pari opportunità e della valorizzazione del genere femminile.

Le varie iniziative vengono promosse in collaborazione con numerose associazioni del territorio, organizzando e proponendo alla nostra comunità un’agenda di appuntamenti soprattutto in occasione della celebrazione del GIORNO DELLA MEMORIA, del MARZO DONNA, del giorno della LIBERAZIONE, del NOVEMBRE ANTIVIOLENZA.

Di cosa si occupa il vostro Laboratorio Psicopedagogico?

Con le iniziative del Laboratorio Psicopedagogico di Ippogrifo dedicato a Serenella Frangilli, oltre alla realizzazione di percorsi educativi e di eventi pubblici dedicati alla genitorialità, si rinnovano, in collaborazione con AUSER, incontri per rafforzare le capacità mnemoniche, in una sorta di palestra di esercizi di memoria e allenamento della mente.

Ippogrifo ha attivato al Centro Donna anche delle Azioni per il contrasto alla violenza di genere, domestica e assistita. Quali?

Attraverso l’attivazione della RETE ANTIVIOLENZA CITTÀ DI LIVORNO, la RETE ALBA ROSA e la FEDERAZIONE GINESTRA ANTIVIOLENZA.

Chi fa parte della RETE ANTIVIOLENZA CITTÀ DI LIVORNO e quali servizi offre?

Della Rete Antiviolenza Città di Livorno (Protocollo sottoscritto il 25/XI/2011), promossa da Ippogrifo, che vi partecipa come soggetto del privato sociale insieme con il Comune di Livorno, fanno parte la Questura, l’Arma Provinciale dei Carabinieri, l’USL. La Rete, che opera per l‘integrazione dei servizi territoriali negli interventi di prevenzione e contrasto della violenza su donne e minori, si attiene alle indicazioni nazionali per la valutazione del rischio. Promuove periodici incontri, circa ogni 20 giorni, durante i quali, lavorando i vari soggetti intorno al tavolo, vengono analizzati casi e concordati percorsi di sostegno per la donna vittima di violenza. Per l’emergenza la Rete si riunisce immediatamente.

Da chi è composta la RETE ALBA ROSA e di cosa si occupa?

La Rete opera in ambito sociale a Livorno. I soggetti che ne fanno parte sono associazioni di promozione sociale e del volontariato. Il Protocollo è stato sottoscritto nel 2013 fra IPPOGRIFO, Caritas ONLUS, CESDI, SVS, Associazione Hermanas Mirabal e successivamente esteso ad AGEDO, Associazione costituita da genitori, parenti e amici di persone LGBT. ALBA ROSA è di supporto alla Rete Antiviolenza Città di Livorno sia per quanto riguarda le risorse umane che in ambito logistico. Intrattiene rapporti costanti con le scuole al fine di prevenire ogni forma di violenza e discriminazione. Gli incontri hanno cadenza periodica ogni 20 giorni circa.

Quale funzione ha la FEDERAZIONE GINESTRA ANTIVIOLENZA?

Dal 2013 alcuni CAV della Toscana hanno avviato un percorso di incontri e confronti sul tema della violenza di genere. Questi incontri hanno portato alla costituzione di Ginestra Federazione Antiviolenza. Il Centro Aiuto Donna Lilith Pubbliche Assistenze Riunite di Empoli, Sabine di Montignoso, Cif Carrara e Ippogrifo, il 15 ottobre 2015, con atto notarile, hanno dato vita alla Federazione Ginestra Antiviolenza che si riunisce ogni mese, condividendo risorse umane e logistiche, garantendo l’immediato intervento di accoglienza trascorse le 72 ore. Questa sinergia si sta rivelando preziosa risorsa soprattutto quando si pone l’esigenza che la donna anche con minori si trovi nella necessità di essere allontanata dalla città per essere ospitata e messa in sicurezza in altra casa rifugio di altro territorio. La Federazione Ginestra è stata chiamata a far parte del Coordinamento regionale dei Centri Antiviolenza.

Come si può accedere al Centro Antiviolenza (CAV) del Centro Donna?

 Il CAV mette a disposizione: a) un numero di telefono con trasferimento di chiamata, utile per non lasciare mai sole le donne b) un numero di emergenza 3209624006 attivo H24, 7 giorni su 7 per 365 giorni l’anno, collegato al 1522.

Quali sono i Servizi Base Offerti?

Accesso (telefonico o di persona), Ascolto – Informazione, Accoglienza, Presa in carico, Sostegno psicologico, Sostegno legale, Sviluppo di competenze di donne offese ed empowerment, Accompagnamento all’inserimento sociale, Accompagnamento al lavoro - Sportello Welcome -  in collaborazione con i Centri per l’Impiego, Ospitalità in Casa Rifugio per la protezione, Laboratorio Socio-psicopedagogico per il progetto pedagogico (di vita e lavoro) e il sostegno alla genitorialità.

Quali sono le criticità maggiori che avete incontrato in questo lavoro di contrasto alla violenza?

Nel resistere a questa crisi esasperata anche dal permanere della pandemia da covid 19 che tutto sta spingendo indietro anche conquiste che parevano consolidate nel tempo, il Centro continua a operare e a proporre iniziative per la tutela dei diritti dell’infanzia e delle donne, vigilando affinché questi non vengano calpestati o ridotti. Particolare criticità presenta la violenza assistita in cui bambini e bambine apprendono nell’ambito della famiglia un modello relazionale improntato alla violenza. Il CAV opera in modo sistemico (complementare e integrato) con la Casa Rifugio a indirizzo segreto (CASA AMICA). Adotta la Carta dei Servizi; si avvale di operatrici  cui assicura formazione specifica, iniziale e periodica; promuove corsi di formazione e aggiornamento sulla violenza di genere, sulla violenza assistita, rivolti alle operatrici antiviolenza, alle volontarie, assistenti sociali e figure professionali di riferimento (psicologhe – avvocate ) che operano presso il CAV. Significativo è l’impegno continuo nella prevenzione e sensibilizzazione sul tema della violenza maschile contro le donne, soprattutto attraverso la  promozione di eventi pubblici tematici e con target specifici oltreché iniziative pubbliche rivolte alla comunità educante. Dal 2018 è attivo a Collesalvetti Il Punto Ascolto Donna (Sportello PAD), in partnership con l’Amministrazione Comunale.

Come avete organizzato i vostri servizi in questo periodo?

Con “SERVIZI A DISTANZA”. Come stabilito dalle indicazioni fornite dalla Regione ai Centri Antiviolenza nell'ambito dell'emergenza, i servizi di supporto alle vittime sono stati erogati “a distanza” (telefono, mail, videochiamate, messaggi) e sono tutt’oggi rimasti attivi H24 attraverso i numeri dedicati. Anche se è stato interrotto il servizio diretto, il CAV ha garantito la continuità nel lavoro mantenendo attivo nelle 24 ore il numero telefonico di emergenza 3209624006. Il servizio telefonico è stato finalizzato a colloqui su appuntamento per il sostegno legale e psicologico. 

 “L’ASCOLTO TELEFONICO” - richiesta e urgenza - è stato a fianco delle donne che, grazie al trasferimento di chiamata, hanno ricevuto da una psicologa e/o da una legale ascolto e supporto. A fronte di valutazione di rischio, in collaborazione con i Servizi Sociali e con le Forze dell’Ordine della Rete Antiviolenza Città di Livorno, il Centro Antiviolenza ha aperto la porta per incontri in presenza, adottando le disposizioni di cui al decreto, predisponendo le condizioni per assicurare la necessaria protezione sanitaria. Le operatrici sono state in grado di accogliere la donna utilizzando mascherine protettive, guanti monouso, liquido igienizzante e mantenendo il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale.

Dal vostro Osservatorio cosa emerge in questo periodo di emergenza sanitaria?             

Le limitazioni alla libertà individuale imposte dal virus hanno determinato per la donna vittima di maltrattamento in famiglia un surplus di stress e angoscia. Dal 1 gennaio 2020 a tutto Il mese di ottobre gli accessi al CAV sono stati n.159 e prese in carico n.111. Per il 95% donne italiane. Il Centro ha ricevuto n.68 richieste di aiuto per consulenza legale, di queste n.55 per la consulenza psicologica e per 5 donne sono stati organizzati incontri in presenza per avviare il percorso. Da altri territori sono stati segnalati 3 casi di violenza in situazioni di rischio alto e di tale gravità da dover avviare il percorso di allontanamento della donna anche con minore dal luogo di residenza verso struttura temporanea per l’isolamento nei primi 14 giorni e il successivo inserimento in Casa Rifugio ad indirizzo segreto.

 

1° intervista: la stanza presso la Caserma dei Carabinieri

2°intervista: la stanza presso la Questura di Livorno

3°intervista: la violenza assistita

4°intervista: lo sportello VIS

https://www.soroptimist.it/newsoro/admin_site/contenuti/mod_contenuti.php?idcontenuti=31244&linguaid=1

  • CATEGORIA:

    Attività

  • Autore:

    Maria Emanuela Bacci di Capaci

  • CLUB:

    Livorno,

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