DAPHNE DU BARRY
L'ARTE COME BELLEZZA E PERFEZIONE di CORPI E MENTE della socia Alessandra Martuscelli
Ospite del Soroptimist Livorno la più grande scultrice (vivente) di arte sacra e non solo
Oser, il faut toujour oser . Questo è il principio a cui si è sempre ispirata Daphne Du Barry, considerata una dei maggiori scultori di arte figurativa vivente, la più importante per quel che concerne l'arte sacra. Non poteva quindi il Soroptimist club Livorno trovare ospite migliore per il suo ciclo di “Incontri con donne che hanno osato”, progetto culturale a cui la presidente, Alessandra Querci, e le socie del club stanno dando vita, traducendo il motto soroptimista del biennio in corso: “Vola solo chi osa!”.
Sono tanti i momenti della sua vita in cui Daphné ha osato, facendo scelte impegnative, anche difficili, in controtendenza con i tempi e le mode. Lo ha raccontato con brio ed entusiasmo durante l'incontro molto partecipato – svoltosi presso il Circolo Ufficiali della MM Francesco Mimbelli di Livorno - di cui è stata protagonista. Ha osato quando, giovanissima, ha lasciato il suo Paese di origine, l'Olanda, per andare a studiare all'estero, prima in Germania, poi in Francia, alla Sorbonne, e dopo ancora in Spagna. Quando, già trentenne, ha lasciato la musica, nonostante avesse avuto un discreto successo come cantante, e si è dedicata al disegno e alla scultura ricominciando a studiare “da capo”. Quando ha viaggiato in America e ha appreso dagli Indios l'arte di lavorare il cuoio per produrre statuine. Quando ha abbracciato l'arte scultorea, ambito artistico a predominanza maschile, anche perché faticoso fisicamente, ed ha scelto la strada delle rappresentazioni figurative e non quella delle rappresentazioni di tipo astratto più in linea con il gusto contemporaneo e più di tendenza.
Nella sua vita la Du Barry ha conosciuto tante persone importanti: Giovanni Paolo II, Salvador Dalì, Fellini, Pasolini… L'incontro più importante però per lei è stato quello con il critico d'arte Du Berry, che è diventato suo marito nonché suo pigmalione e di cui ha preso il cognome. Altro incontro decisivo, quello con la famiglia Grimaldi, a cominciare dal Principe Ranieri e dalla Principessa Grace, di cui Daphné è diventata la ritrattista ufficiale. Del resto la scultrice ha la residenza e lo studio–laboratorio a Montecarlo a Palazzo Grimaldi (studio ricevuto da parte del principe Alberto di Monaco nel periodo in cui ha lavorato alle statue della famiglia Grimaldi, mentre la fusione del bronzo per le statue avviene a Pietrasanta). Molte sue opere sono naturalmente nel Principato di Monaco. A cominciare del Cristo che, situato nella cattedrale di Montecarlo, è stato giudicato “capace di commuovere”. “Muovere l'animo” verso la bellezza e innalzarlo verso la fede è proprio l'intendo della Du Barry, i cui monumenti sono loro stessi “animati” ricchi di forza e movimento. L'esempio più spettacolare è dato dal monumento equestre di D'Artagnan. Il capitano guascone, ritratto con le sembianze e lo spadino del marito, il marchese Du Barry, anch'egli cadetto di Guascogna, è in sella ad un cavallo che si appoggia solo sulle gambe posteriori!
Fra le altre opere che Daphne ricorda con maggior trasporto molte sono di ispirazione religiosa, come il “Battesimo di Clodoveo”. La Fede, che anche la Du Barry ha trovato in età adulta, è fondamentale nella sua ispirazione artistica. “La mia arte –spiega- è un omaggio alla creazione divina e per questo non può essere che figurativa; ciò che Dio ha creato è visibile e tangibile!”. Passione e fede animano i monumenti in bronzo di Daphne rendendoli leggeri ed espressivi, portatori di grazia e movimento. Quella stessa grazia e vitalità che abbiamo ritrovato nell'artista, vivace e sorridente per tutta la serata, con quel fascino senza tempo che hanno le donne libere e risolte, le donne che hanno seguito le loro passioni e che ce l'hanno fatta, le donne che hanno… osato.





