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Il diritto di contare (Hidden Figures)

Un film per comprendere i pregiudizi etnici, culturali e sociali

Un modo per educare a scuola a riconoscere gli stereotipi e i pregiudizi etnici, sociali e culturali è quello di ricorrere alla visione di film, in grado di attrarre l’attenzione, coinvolgere emotivamente, far riflettere e favorire il confronto d’idee.

Dopo aver parlato ieri delle scienziate nella storia e del pregiudizio che ha impedito a tante di dare nome alle loro opere portiamo oggi l’attenzione su un film che racconta una storia vera ambientata negli Stati Uniti del 1961, tredici anni dopo che era stata proclamata la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (Il 10 dicembre 1948).

Il diritto di contare di Theodore Melfie

 

Diritto di contare – in inglese Hidden Figures – è un film di Theodore Melfie con Taraji P. Henson, Octavia Spencer, Janelle Monáe, Kevin Costner, Kirsten Dunst e Jim Parsons, realizzato nel 2016.Tratto dal  libro omonimo di Margot Lee Shetterly, racconta la  storia vera, nel 1961, di tre donne afroamericane soggette a discriminazione: la matematica Katherine Johnson, l’informatica Dorothy Vaughan e l’ingegnera Mary Jackson. Dopo la spedizione nello spazio del sovietico Jurij Gagarin, lo Space Task Group della NASA, diretto da Al Harrison, ha il compito di fare altrettanto con l'astronauta John Herschel Glenn. Katherine Johnson, vero genio del calcolo, viene inviata a collaborare con Harrison per le sue capacità matematiche e in particolare nella  geometria analitica ma, essendo la prima persona di colore a lavorare nel gruppo, inizialmente si scontra coi pregiudizi dei suoi colleghi, soprattutto dell'ingegnere capo Paul Stafford che limita la sua possibilità di collaborare al progetto. Non può firmare le scoperte, ambire a una promozione o supervisionare un team. 

Nel giro di poco tempo, però, grazie alla sua capacità di risolvere equazioni matematiche, Katherine Johnson si guadagna il rispetto, prima, del direttore Harrison, interessato solo al merito e alieno da pregiudizi - e poi degli altri. Ammessa alle riunioni riservate, riesce a creare un’elaborata equazione per il rientro della capsula spaziale di Glenn e infine ad assistere al rientro dell’astronauta, come lui stesso ha voluto. Contemporaneamente all’amica Dorothy Vaughan, che dimostra con scaltrezza la sua capacità nella gestione dell’elaboratore IBM 7090, viene data la supervisione e la possibilità di lavorarci con le sue sottoposte. Anche Mary Jackson, l’altra amica afroamericana, ottiene da un giudice il permesso di assistere alle lezioni serali di un corso frequentato solo da uomini bianchi, che le consente di avere la specializzazione necessaria e di partecipare alla creazione della capsula per il volo di John Glenn. Tutte e tre lavoreranno come “eccellenze” ai progetti successivi della Nasa.

Il film racconta un percorso reale, in cui inizialmente il pregiudizio nei confronti di tre donne afroamericane impedisce loro di esprimere i propri talenti, ma anche alla Nasa di avvalersi a pieno delle loro elevate capacità e motivazioni.

La possibilità di diventare visibili e riconosciute, in questo caso, è dipeso dalla determinazione delle tre scienziate, dall’esigenza della NASA in quel momento storico di avvalersi del merito per andare nello spazio e a dall’alleanza che con loro crearono due uomini illuminati, il Direttore Al Harris e l’astronauta John Herschel Glenn, attenti solo a riconoscere e ad avvalersi della competenza.  

 

https://www.soroptimist.it/newsoro/admin_site/contenuti/mod_contenuti.php?idcontenuti=31244&linguaid=1

  • CATEGORIA:

    Attività

  • Autore:

    Maria Emanuela Bacci di Capaci

  • CLUB:

    Livorno,

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