Bando Soroptimist SDA Bocconi edizione 2026
Women Driving Progress
Soroptimist International d'Italia ha rinnovato anche quest'anno la collaborazione con SDA Bocconi per il corso destinato a giovani laureate selezionate dai Club. Il titolo di questa edizione: “Women Driving Progress” si ispira al tema indicato da Soroptimist Europe per la Giornata internazionale della donna 2026 ed esprime le finalità e gli obiettivi del nostro service. Le candidature sono state trasmesse entro il termine 31 marzo 2026, termine previsto dal bando, alla Presidente del Club di Perugia, Patrizia Moretti con email a perugia@soroptimist.it. La Commissione giudicatrice si è riunita il 9 aprile per la valutazione dei titoli e per il colloquio con le candidate. La dott.ssa Erika Primavera si è collocata al primo posto della graduatoria. A lei vanno i migliori auguri da parte del Club per un proficuo svolgimento del corso.
Creatività e consapevolezza, così le giovani arrivano ai vertici
Il racconto della collaborazione Soroptimist – Bocconi, da parte della Referente Nazionale, Daniela Giacoletto, è il racconto di un impegno nella formazione delle nuove generazioni, frutto di sinergia ed empatia tra due istituzioni impegnate per la crescita della società nei valori di uguaglianza, libertà, giustizia, inclusione. Dagli anni ottanta e per i primi vent'anni si è trattato di iniziative rivolte a giovani delle scuole superiori, poi il target è stato focalizzato sulle giovani donne che entrano nel mondo del lavoro, con laurea magistrale già acquisita o dottorato in corso di completamento. A loro è stata rivolta una proposta di “formazione alla leadership”, un corso di tre giorni all'Università Bocconi, con docenti Bocconi specializzati nelle tematiche di leadership e genere. Il corso ha registrato negli anni una risposta così entusiasta da tutta Italia che la partecipazione media è di 150 giovani laureate per i due cicli che si tengono ogni anno.
Perché suscita interesse la possibilità di trascorrere tre giorni in una specie di “conclave al femminile” a parlare di futuro, quando l'obiettivo da conquistare non è una medaglia o un posto di lavoro, ma riflessione e confronto? Le giovani chiedono risposte a domande frequenti: che cosa devo sapere? Che cosa si aspettano da me? Devo giocare in difesa o in attacco? Quali sono le regole, i linguaggi, le modalità di relazione? E conta essere donna? È vero o è uno stereotipo che le donne devono lavorare di più, dimostrare in continuazione di essere più brave, essere pagate meno e fare meno carriera? E con la laurea magistrale o il dottorato in corso, non siamo almeno a metà dell'opera? Ebbene no: non siamo nemmeno a metà dell'opera, ma siamo sulla strada maestra.
Mettete 60 ragazze con provenienze culturali, geografiche e sociali diverse, in un'aula insieme a docenti competenti e invitatele a parlare delle loro aspettative, di difficoltà, ansia e preoccupazioni. Mettete in comune il linguaggio, rompete la solitudine con cui ciascuna di loro si interroga sul proprio futuro, proponete possibili modelli di riferimento e invitate ad individuare i motivi per adottarli o respingerli: ne verrà fuori una miscela esplosiva. E il risultato di questi tre giorni si può sintetizzare in due parole: creatività e consapevolezza. In primo luogo consapevolezza su che cosa è la leadership: non è comandare, avere o esercitare un potere, ma è “la capacità di modificare/condizionare i comportamenti altrui in virtù della propria capacità di influenza” . Vale a dire: pretendere e imporre rispetto per la propria persona e per le proprie idee, combattere per affermare le proprie capacità ammettendo anche le debolezze, riconoscere l'efficacia del lavoro di squadra rispetto all'individualismo, valorizzare la competizione come strumento per far emergere le competenze. Impegnarsi in questo senso significa essere vere leader e il risultato dipenderà da come le regole, che sono uguali per donne e uomini, verranno applicate o interpretate o eluse. Questa è una battaglia personale e, come tutte le battaglie, se si combatte insieme si può vincere.