Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza
Colmare il divario di genere per costruire il futuro della ricerca e dell'innovazione
Oggi, 11 febbraio 2026, il mondo celebra la Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza, una ricorrenza che mette in luce la necessità di un equo accesso alla partecipazione scientifica. Questa data segna anche la conclusione della Settimana nazionale delle discipline STEM, istituita nel novembre 2023 per valorizzare scienza, tecnologia, ingegneria e matematica, coinvolgendo scuole, istituzioni e aziende.
Nonostante la crescente domanda del mercato del lavoro italiano, che tra il 2025 e il 2029 richiederà circa 1,3 milioni di profili con istruzione terziaria, specialmente in ambito tecnico-scientifico, il divario di genere rimane un ostacolo significativo. Sebbene le donne rappresentino oltre il 55% della popolazione universitaria europea, le immatricolate in percorsi STEM si fermano al 32,2%, con una crescita quasi nulla rispetto agli anni precedenti.
In Italia la situazione appare ancora più complessa: a fronte di una componente femminile che costituisce quasi 6 nuovi iscritti su 10 negli atenei, solo il 19,1% delle ragazze sceglie facoltà scientifiche, un dato in calo rispetto al 21% registrato nel 2020/2021. Mentre nel "gruppo scientifico" che include matematica e biotecnologie le studentesse hanno raggiunto la maggioranza, la presenza femminile crolla sotto il 25% in ingegneria industriale e dell'informazione e si ferma a meno del 16% nell'area ICT (Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione), il settore più richiesto e remunerato dalle aziende.
La mancanza di diversità nei team tecnologici rischia di incorporare pregiudizi nei sistemi digitali, amplificando le disuguaglianze anziché ridurle. Per contrastare questa tendenza, nel 2026 le iniziative per la Settimana nazionale delle discipline STEM si sono concentrate sulla formazione dei docenti, sul recupero della memoria storica del lavoro scientifico femminile e su progetti itineranti nelle periferie per avvicinare i più piccoli alla bellezza della scienza attraverso il gioco.
Superare il pregiudizio culturale che dipinge la matematica come una materia prettamente maschile resta la sfida principale per garantire che il talento scientifico non sia condizionato dal genere o dal contesto sociale.