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Caterina Giglio Margherita

Un'eredità di visione, arte e coraggio a Taranto

L'evento del Soroptimist International Club Taranto svoltosi presso la Sala Conferenze dell'ASL Ospedale Vecchio, non è stato una semplice commemorazione formale. È stato un esercizio di memoria necessaria volto a restituire alla comunità tarantina il profilo di una donna che ha saputo scardinare i soffitti di cristallo del secolo scorso.

Attraverso il racconto della vita di Caterina Giglio Margherita, l'incontro, coordinato dalla socia Mina Chirico e presentato dalla socia Matilde Cassano, ispiratrice e artefice del progetto, ha segnato un momento cruciale del progetto "Donne, Storia e Storie". L'obiettivo è chiaro: trasformare il talento femminile da eccezione a motore della coesione sociale. Questa iniziativa si inserisce nella scia della missione ormai ultra-sessantennale del Soroptimist Club Taranto, promuovere l'eccellenza delle donne come progresso per tutti.

Sotto la Presidenza di Maria Luigia Scialpi, e con la cura meticolosa delle socie Micky Torsella e Matilde Cassano, che hanno curato la realizzazione di un video e di un opuscolo a lei dedicati, il progetto ha voluto onorare lo spirito della "Soror Optima" (la sorella migliore), incarnato perfettamente dalla figura di Caterina.

Caterina, per tutti "Donna Rina", è stata un'innovatrice di prima generazione. La sua storia non inizia solo nelle aule di tribunale, ma anche in quelle del potere cittadino: nel 1951 fu infatti Consigliera del Comune di Taranto, un impegno civile che sottolinea come la sua visione fosse intrinsecamente legata al bene comune.

Il suo percorso accademico e professionale ebbe un'ascesa costante: Laurea in Scienze Politiche a Roma (1938) e in Giurisprudenza a Bari (1947). Iscritta all'Albo dei praticanti procuratori il 24 febbraio 1950 presso lo Studio dell'Avv. Diasparro, approdò poi al prestigioso studio dell'Avv. Antonio Cofano in via Berardi, 40.

   Divenuta avvocato penalista nel 1956, Donna Rina affrontò l'ambiente maschile del Foro tarantino — popolato da giganti come Caramia, Picaro, Genovese, Albisinni e altri — con una preparazione rigorosa e un'ironia intelligente.

Non era solo una questione di codici: Caterina portava in udienza un'eleganza intellettuale che trasformava il confronto legale in un atto di cultura alta.

Nel 1965, Caterina scelse di evolvere la propria sensibilità umanistica passando dall'aula di tribunale all'imprenditoria artistica. Fondò la Galleria Margherita, trasformando lo spazio di via Anfiteatro, 46 in un salotto culturale d'altri tempi. Non fu una rottura, ma la continuazione di una stessa missione: difendere e interpretare la bellezza umana.

La Galleria divenne un ponte tra Sud e Nord, accogliendo artisti, giovani e appassionati. Tuttavia, la sua dedizione fu provata duramente nel 1991, quando un furto sottrasse tele di immenso valore, tra cui un'opera di Battista Dossi e la celebre "Beata Concezione" di Giandomenico Tiepolo (nota come la Vergine del Tiepolo), per un valore stimato di mezzo miliardo di lire.

Il destino ha voluto che il recupero di questi capolavori, operato con eccellenza dalla Guardia di Finanza, come ricordato dal Col. Vincenzo Cantore e dal Luogotenente Piero Piccione, avvenisse proprio nel 1997. È una coincidenza dal sapore dolce e amaro: le opere tornarono a Taranto nello stesso anno in cui "Donna Rina" volò via, lasciando alla città il suo ultimo regalo di bellezza ritrovata.

Oggi, l'eredità di Caterina non è polvere d'archivio, ma un impegno concreto che si rinnova attraverso voci autorevoli.

L'Avv. Carlo Tagariello ha rievocato i riti mattutini nello studio di via Berardi, dove tra un caso penale e l'altro si discuteva con Caterina di cinema (da Divorzio all'italiana a La dolce vita) e filosofia.

La nipote Ilaria Margherita, attuale custode della Galleria, prosegue l'opera della nonna con la stessa passione, continuando a "vestire d'amore antico" quegli spazi.

Come dice la nostra Presidente Nazionale, Lucia Taormina, "ogni nuovo inizio richiede fiducia" e allora, come Caterina, bisogna avere il coraggio di osare per spiccare il volo.

Celebrare Caterina Giglio Margherita significa riconoscere che il talento femminile è la trama d'oro nel tessuto storico di Taranto. La sua vita ci insegna che non c'è giustizia senza bellezza e non c'è progresso senza il coraggio di occupare nuovi spazi.

Onorare la sua memoria significa impegnarsi quotidianamente affinché ogni donna tarantina possa, come Donna Rina, essere protagonista libera e consapevole della propria storia e di quella della sua città.

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