A CENA CON L' INGEGNERA AFGHANA AZADA
Per la seconda volta Azada ha incontrato il Club di Trento che ha deciso di sostenerla nuovamente durante la frequenza della Laurea Magistrale presso l'Università di Trento
Il giorno 11 marzo presso il Ristorante Augurio di Trento si è svolta una conviviale molto partecipata: ospite della serata Azada Barakazai una giovane ingegnera di Kabul a cui il Club di Trento per il secondo anno ha deliberato di attribuire un contributo annuale a sostegno nel suo soggiorno universitario presso l'Università di Trento dove sta frequentando il Corso di Laurea magistrale in Management Industrial System Engineering.
Ad accompagnare e a presentare Azada sono intervenute anche quest'anno tre ospiti graditissime : Barbara Poggio, Prorettrice alle Politiche di Equità e Diversità dell'Università di Trento, Paola Bodio, referente di UniTrento per Studenti Rifugiati e Haidi Garulli, responsabile dell'Ufficio Alumni e Fundraising di UniTrento.
Azada, dopo aver ringraziato la Presidente e le socie del Club per l'invito e per il sostegno dimostrato , ha raccontato come stanno proseguendo i suoi studi all'università di Trento dove sta frequentando il secondo anno della Laurea magistrale precisando che le mancano 6 esami e la tesi per laurearsi entro il corrente anno accademico.
Nel corso della serata ci ha confidato che, nonostante avesse avuto la possibilità di accedere ad altre Università in Italia, ha scelto di frequentare l'Università a Trento per la tranquillità che si respira nella nostra città e per la cordialità dei suoi abitanti si è sentita accolta e capita e spera nel suo futuro di trovare presto un lavoro in Italia ... magari in Trentino e di poter lavorare per le altre donne, ispirandosi a... “donne forti come voi.."
Ci ha raccontato poi del suo percorso di studi certamente anomalo e difficoltoso : quando si è iscritta ad ingegneria civile in India era infatti l' unica ragazza su 60 iscritti e attualmente nel suo paese per una giovane ragazza laureata la situazione è ancora più problematica in quanto alle donne viene impedito di svolgere qualsiasi lavoro tranne la ginecologa.
In Afghanistan ora vige una forte retrizione delle libertà nei confronti sia delle donne che degli uomini ma, ha terminato amaramente Azada, non vi è nessuna solidarietà di genere e le donne non vengono aiutate in alcun modo nel loro difficile cammino verso i diritti e le libertà.


