ABOUT
chevron_left
chevron_right

ABOUT WOMEN

Campo di battaglia sul corpo delle donne

“About Women” è un'iniziativa, giunta all'ottava edizione, che nasce dalla volontà di orientare l'attenzione su tematiche sensibili attraverso una prospettiva di genere.

“Campo di battaglia sul corpo delle donne”, è uno dei temi trattato nell'ambito del programma.

L'incontro si è tenuto nella terrazza dell'Hotel Excelsior, moderato da Cristina Giudici giornalista, durante la 82ma Mostra del Cinema di Venezia.

Ne hanno parlato, portando testimonianze vissute, Martina Marchiò infermiera Medici Senza Frontiere, Rahel Saya, giornalista afghana, Alessandra Moretti deputata europea, Daniele Raineri 

giornalista, inviato di guerra. 


Sono state raccontate storie dolorose di donne nei paesi dove c'è la guerra, dal Congo al Mozambico, al Sudan, dal Myanmar a Gaza: dalla violenza sessuale - lo stupro come arma e strategia di guerra, perché violare un corpo significa “sporcare l'etnia” - alle gravidanze forzate, donne schiavizzate, altre scelte come mogli per creare una nuova generazione; donne torturate, o malnutrite che partoriscono bambini prematuri; donne che non sanno dove andare perché non hanno denaro e rimangono nelle loro case sotto i bombardamenti e donne che cercano di avvicinarsi ai loro mariti che stanno combattendo. Una storia a lieto fine, ma c'è ancora molto da fare, è quella raccontata da Saya che evacuata dall'Afganistan ha creato una rete di alleanza tra donne: capillare la resistenza di tante per crearsi una nuova vita, poter studiare, uscire in modo autonomo, lavorare, tutte cose che nel suo paese le donne non possono fare, perché non hanno diritti. “Questa situazione non continuerà” ha detto con ottimismo, “essere rifugiata non è una condizione facile, ma mi sento fortunata e voglio fare qualcosa per le donne afgane”

“Educazione affettiva: come sradicare la violenza di genere” è il tema trattato presso The home of Human Safety Net Procuratie vecchie.

Sono intervenuti (ma si dovrebbe dire intervenute) Francesca Cavallo, Alessandra Moretti europarlamentare, Emanuela Pamio responsabile “Centro tra le nuvole”, moderate da Camilla Ferrari, Sebastiano Zanetti psicologo, accolte dalla responsabile Alexia Boro. L'auditorium gremito di pubblico, soprattutto donne, e tanti giovani.

Decostruire gli stereotipi, i ruoli, i pregiudizi, “rispettare i confini”, un'educazione che va fatta nelle scuole – dare degli strumenti per capire come funziona la fisiologia della relazione, il rispetto reciproco, l'empatia, la conoscenza del corpo. Tante le storie di donne che hanno vissuto violenze per cui è doveroso che la comunità intervenga. Non deve esserci indifferenza, si deve sradicare la violenza, riconoscere le emozioni, ascoltare attivamente le famiglie, usare la modalità della comunicazione empatica.

E' un fenomeno diffuso tanto che le politiche sono state coinvolte – ha sottolineato Moretti – Bisogna formare personale adeguato negli ospedali, nelle questure dove le donne si rivolgono per la denuncia. Un percorso da fare insieme: dalla prevenzione delle malattie a trasmissione sessuale alla normativa evoluta, alle proposte di legge dopo aver capito i dati per cercare soluzioni.

Nell'ultimo appuntamento è stato trattato il tema “Le donne non sono piccoli uomini: serve una medicina di genere”, relatori: Anna Fagotti primario ginecologia oncologica Policlinico Gemelli, Silvia De Francia professoressa associata Farmacologia Università Torino, Paola Angeletti Chief Sustainability Officer Intesa San Paolo, Andrea Ormesani imprenditore, Tommaso Lupattelli medico radiologo, Alessandra Moretti deputato europeo, moderatrice Alda Vanzan giornalista de Il Gazzettino.

Si è parlato della necessità di una ricerca scientifica sulla farmacologia per le donne che sono sottorappresentate in questo campo essendo “un modello svantaggioso e più complicato di quello maschile”, ma i farmaci dovrebbero essere diversi per sesso, età. L'Italia – è stato detto – è ben messa rispetto ad altre nazioni, ma non tutte le regioni hanno le strutture specializzate per cui bisogna fare informazione per sapere dove andare a curarsi.

Anche in radiologia vi sono risultati buoni, la ricerca è in continua evoluzione, “bisogna lavorare in sinergia con i medici di base”.

Intesa San Paolo ha adottato la flessibilità sull'orario di lavoro in ufficio o da remoto, pensato per le donne è stato utilizzato, anche se meno, dagli uomini.

La politica deve intervenire E' necessaria l'informazione, la prevenzione e le nuove tecnologie devono essere messe a disposizione – ha sottolineato Moretti – La salute è un bene che va garantito a tutti. Abbiamo destinato per la ricerca scientifica miliardi.

Il cinema che si è sempre occupato di sanità, deve continuare a farlo per sensibilizzare uomini e donne.

Articolo di Maria Teresa Secondi

  • CATEGORIA:

    Notizie

  • Autore:

    Carla Canazza

  • CLUB:

    Venezia,

X
Download APP