L'EDUCAZIONE
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L'EDUCAZIONE FINANZIARIA

COME PERCORSO DI INDIPENDENZA ECONOMICA E PARITÀ DI GENERE

Presso il Ristorante Liston 12 si è tenuto l'incontro di "Educazione Finanziaria" organizzato dalla Presidente Giovanna De Finis del Soroptimist Club di Verona e 

Relatrici le dott.sse Silvia Lugoboni e Nadia Tamellini, socie Soroptimista, moderate dalla socia dott.ssa Silvia Zenati, commercialista e avvocata.

È intervenuta la dott.ssa Elisa Collazuol Area Manager Allianz Bank Financial Advisor.

I CONTENUTI

Secondo l'OCSE (Organizzazione Internazionale per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) l'educazione finanziaria "è un processo mirato a migliorare la comprensione dei prodotti finanziari, dei concetti di base e a sviluppare le attitudini e le conoscenze necessarie per prendere decisioni consapevoli."

Questo processo si può assimilare ad un percorso  che deve passare prima di tutto dalla conoscenza del contesto economico in cui viviamo e da alcuni concetti base (come inflazione, tasso di interesse, diversificazione... quindi attraverso la conoscenza riuscirò a gestire le mie finanze:

  • quantificare i redditi,
  • pianificare le spese
  • decidere quanto risparmiare
  • e dal risparmio decidere come investire.

In sintesi: per decidere devo conoscere  e se sono in grado di decidere autonomamente, sono libera!

ALCUNI DATI

1.In Francia bisognerà attendere il 1965 prima che la donna potesse possedere denaro a nome proprio e aprire un conto corrente bancario in modo totalmente indipendente, cioè senza essere accompagnate dal coniuge.

2. Negli Stati Uniti bisognerà aspettare il 1974 affinchè alle donne sia permesso di aprire un conto bancario, una carta di credito e la sottoscrizione di un contratto di mutuo senza la firma del marito.

3.In Germania fino al 1962 alle donne era proibito aprire un conto in banca e sino al 1977 non potevano nemmeno lavorare senza il permesso del marito.

4. In Italia, oggi, solo 3 donne su 10 hanno un conto corrente e 4 su 10 dipendono economicamente dal marito!

È un dato oggettivo che la donna si trova in una situazione più svantaggiata, tant'è che anche l'Unione Europea è intervenuta istituendo una COMMISSIONE EUROPEA AD HOC in merito alla PARITÅ DI GENERE e nello stilare la strategia per l'uguaglianza sottolinea: "le donne e gli uomini in tutta la loro diversità......". Peraltro questo principio lo ritroviamo nell'art. 37 della Costituzione italiana: "La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore."

È una disparità di origine strutturale, che affonda le radici nella storia, nella cultura e nelle politiche sociali. La possiamo immaginare come una scala che la donna deve salire, superando ogni gradino per arrivare alla propria indipendenza economica e finanziaria.

IL GENDER PAY GAP

Esiste una marcata differenza di retribuzioni all'interno di diversi settori occupazionali; i settori con competenze scientifiche (cosiddetti STEM) come ad esempio l'ingegneria o l'informatica, sono quelli con gli stipendi mediamente più alti. Purtroppo questi settori sono proprio quelli in cui la percentuale femminile è piuttosto bassa; perciò il divario retributivo, il gender pay gap, in funzione anche dell'area professionale scelta, aumenta proporzionalmente.

Le donne inoltre sono portate a scegliere lavori part time a a rinunciare alla propria occupazione per conciliare la vita familiare, ne consegue uno stipendio più basso (guadagnano circa il 13% in meno) e un maggior divario retributivo che si riflette anche sul pensionamento.

La maggior parte delle donne tende ad affidare le decisioni eco-fin al marito, retaggio sicuramente culturale e stereotipo di una immagine di donna 'maniaca dello shopping' e non in grado di gestire il denaro. Per essere indipendenti finanziariamente e per amministrare del denaro, bisogna ovviamente guadagnarlo.

EVOLUZIONE DELLA FAMIGLIA

Per ragionare su quanto sia basilare essere informati e pianificare, osserviamo come sono strutturate le famiglie negli ultimi anni:

  • Fino al 1942 la famiglia era patriarcale
  • il 33% sono persone sole, probabilmente anziani
  • il 31% sono coppie con figli
  • il 19% sono le famiglie senza figli.

Attraverso alcuni casi inventati possiamo parlare di come pianificare il nostro futuro, conoscendo gli aspetti legali e attraverso una adeguata programmazione in vita.

ALCUNI ESEMPI

Papà venuto a mancare e mamma casalinga senza fonti patrimoniali personali, percepisce la pensione di reversibilità del marito; inoltre ci potrebbero essere degli immobili lasciati dal marito. La figlia ha un buon lavoro che le permette di aiutare economicamente a assistere la mamma ma... è sufficiente? Se mancasse la figlia? Anche solo l'accudimento della mamma? E se si trovasse a dover gestire anche gli immobili comprati dal marito?

COSA SI POTEVA FARE ? La soluzione migliore era intervenire durante l'età lavorativa:

  • con dei conti corrente cointestati
  • aprendo una posizione previdenziale alla mamma 
  • creare una qualsiasi forma di salvadanaio.
  • donazione dell' immobile alla figlia con usufrutto alla mamma per evitare la doppia successione e beneficiare di imposte più basse, cosi come redigere un testamento.
  •  Dal punto di vista assicurativo, sottoscrivere una polizza TCM e una per NON AUTOSUFFICIENZA sarebbero stati dei supporti di aiuto ulteriore alla mamma. TCM = Temporanea Caso Morte è una polizza che prevede, con il pagamento di un premio annuo, il riconoscimento di un capitale prestabilito alla morte dell'assicurato se si verifica entro la scadenza della polizza. Polizza Non Autosufficienza è una polizza che copre le spese derivanti dall' impossibilità di svolgere autonomamente le normali funzioni attinenti la vita quotidiana, prevede la corresponsione di una rendita periodica al verificarsi della non autosufficienza oppure di un capitale o rimborso delle spese di assistenza.
  • Se si dovessero adottare soluzioni in età più avanzata, non ci resta che affidarci a soluzioni come il testamento o una polizza via con beneficiario il coniuge più debole. Perché testamento? Se il papà avesse fatto testamento, avrebbe potuto destinare una % più ambia a favore della moglie, che è la parte più debole. Anche la figlia dovrebbe agire con un testamento per tutelare maggiormente la mamma; nel caso in cui dovesse venire a mancare prematuramente entrerebbero in gioco anche il marito e i figli.
  • La mamma, inoltre, se si trovasse a dover gestire anche ulteriori immobili ereditati dal marito, sarebbe ulteriormente complicato senza una pianificazione opportuna fatta per tempo, magari programmando una vendita anche parziale degli immobili

Un caso che probabilmente si verificherà sempre più frequentemente perché la composizione del nucleo famigliare sta cambiando, sarà quello che riguarda le convivenze, con e senza figli. Nel 2016 con l' entrata in vigore della legge Cirinnà  ha disciplinato le convivenze anche se non è ancora sufficiente a tutelare completamente le parti.  Si tratta di una legge che regola sia le unioni civili (ovvero le unioni tra persone dello stesso sesso e le equipara al contratto di matrimonio con i relativi diritti e doveri) sia la convivenza di fatto ovvero la convivenza tra persone di sesso differente, tra le quali sussista un legame affettivo di reciproca assistenza e tra le quali non sussistano rapporti di parentela.

Si ufficializza attraverso una registrazione presso Anagrafe, che permette di dare ufficialità alla coppia e garantire alcune tutele che altrimenti non sarebbero previste, come per esempio:

  • la possibilità di scegliere le cure sanitarie per il convivente
  • il diritto di abitazione (da 2 a 5 anni) nell' immobile di proprietà del convivente che è venuto a mancare
  • il diritto di risarcimento
  • stipulare un contratto di convivenza che regoli I rapporti patrimoniali

Purtroppo questa legge non riconosce le parti come parenti tra loro lasciando irrisolti alcuni problemi che potrebbero insorgere in caso di premorienza:

  • nessun diritto alla pensione di reversibilità
  • nessun diritto successorio
  • impatto fiscale

Nel caso venisse a mancare una delle parti non verrebbe garantita alcuna tutela abitativa e patrimoniale alla convivenza. Infatti la legge di successione prevede che in assenza di testamento il patrimonio venga suddiviso in parti uguali tra genitori e fratelli; il convivente superstite, non essendo un parente, si troverebbe ad essere comproprietario della casa con suoceri e cognato... Le soluzioni possibili che si potrebbero adottare per offrire una tutela più ampia possono essere:

  • fare un testamento reciproco con assegnazione della quota disponibile al convivente.
  • Dal punto di vista finanziario, sottoscrivere una polizza vita con beneficio al convivente e polizza TCM cosi da coprire la % di quota legittima che deve essere destinata per legge agli ascendenti cosi da permettere al convivente superstite di salvaguardare il proprio patrimonio, mobiliare e immobiliare.

IN CONCLUSIONE

Esiste di fatto una mancanza di conoscenza finanziaria, una mancanza generalizzata sia per gli uomini che per le donne. Per le donne abbiamo visto che è maggiore per tutte le motivazioni sopra riportate. Vi abbiamo poi mostrato quanto pericoloso può essere non colmare questo gap e non attivarsi per pianificare la propria vita.

Come possiamo passare all'azione e mettere in pratica quanto ascoltato?

Un punto di partenza è stabilire degli obiettivi, una sorta di cassetti mentali, dove ad ogni cassetto sia associata una soluzione e ragionare a piramide, una piramide finanziaria. Per risolvere i problemi al vertice devo  prima aver risolto i problemi alla base:

  • capire la ns capacità di risparmio
  • quantificare i debiti – mutui prestiti
  • definire i rischi e proteggermi
  • far crescere il patrimonio
  • pensare di integrare la pensione
  • pensare a come trasferire il patrimonio ai miei cari.

L'importante è che la vita non ci colga impreparati: CONOSCERE PER POTER DECIDERE!

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