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ADVOCACY – Call to Action URGENTE dal SIE

Includere il reato di stupro nella nuova Direttiva UE per contrastare la violenza sulle donne.

ADVOCACY
  • Autore: Carla Sanjust
  • Ultima modifica: Marzo 2024

Il 3 febbraio Hafdís Karlsdóttir, nostra Presidente della Federazione Europea,                                                                                                  ha lanciato un appello e un comunicato per la mobilitazione urgente di noi soroptimiste, in cui esorta tutti i Paesi a garantire l'inclusione dello stupro nella nuova Direttiva UE sulla violenza contro le donne e la violenza domestica. 

Contestualmente, Hafdís Karlsdóttir ha inviato anche una lettera alla Presidenza Belga come membro della European Women's Lobby (EWL), la più grande organizzazione di associazioni femminili in Europa di cui Soroptimist fa parte e dove le nostre rappresentanti lavorano alacremente in difesa dei nostri diritti.

L'appello sollecita l'inclusione dello stupro nella nuova politica dell'UE perché non può esistere alcun pacchetto di protezione dalla violenza di genere che non affronti il tema dello stupro o delle altre forme di violenza, come previsto dalla Convenzione di Istanbul (adottata, dopo sei anni di discussioni, nel giugno 2023 al Consiglio d'Europa. Questa data è stata un fondamentale segno di speranza e di giustizia sociale per tutte le donne europee che subiscono queste violazioni dei diritti umani e di discriminazione di genere.

La Convenzione di Istanbul definisce la violenza contro le donne in quattro forme principali: fisica, sessuale, psicologica ed economica ed è considerata una norma modello, un "golden standard" in materia di prevenzione, protezione, perseguimento e politiche coordinate nel campo della violenza contro le donne e della violenza domestica. Il reato di stupro, in particolare, costituisce un grave crimine e uno dei più gravi attacchi all'integrità e all'autonomia fisica, psicologica e sessuale di una persona.

La mancata inclusione della "mancanza di consenso" come elemento costitutivo principale del reato costituisce una violazione degli obblighi stabiliti dalla Convenzione di Istanbul e lascia tutte le donne in Europa in un limbo.

In particolare, le definizioni basate sull'uso della forza come principale elemento costitutivo del reato, non offrono una protezione adeguata alle vittime. Il requisito di standard probatori più elevati di resistenza fisica, e lo spostamento dell'attenzione sul comportamento della vittima piuttosto che sulle azioni dell'imputato, si traducono spesso in una vittimizzazione secondaria di chi subisce la violenza.

Paola Pizzaferri, SII Referente Advocacy

In allegato:

" Call della Presidente SIE

" Lettera della Presidente SIE al Presidente Belga

" Convenzione Istanbul – domande e risposte

" Eliminazione Art 5 : i termini della questione (dalla VPN SII Adele Manno)

" CELEX Proposta di Direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio sulla lotta alla violenza contro le donne e alla violenza domestica


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