API:

API: CONOSCERLE PER SALVARLE

Viaggio nel mondo delle api in compagnia di esperti

Il Club, dopo la realizzazione del vasetto di miele come dono per le relatrici al Convegno organizzato a novembre 2019, intende approfondire la conoscenza del mondo delle api e degli altri impollinatori al fine di sensibilizzare la popolazione e le istituzioni in materia di salvaguardia dell'ambiente e sull'importanza delle Api e degli impollinatori per garantire l'equilibrio dell'ecosistema: .

Il progetto Api ha come obiettivo: • Intraprendere un'azione di sensibilizzazione per la salvaguardia dell'ambiente e riportare in equilibrio l'ecosistema gravemente compromesso dalla significativa riduzione del numero delle api e in generale degli impollinatori; • Conoscere l'organizzazione dell'alveare, esempio di leadership femminile; • Diffondere informazioni sulla qualità e sui controlli dei prodotti apistici.

Primo step: incontro con la dr.ssa Sara Ruschioni "conoscere le api" – 10-12-2020

NO api, NO frutti, NO cibo

Il progetto ideato dal Club Jesi è articolato e spazia in vari ambiti dalla conoscenza dell'insetto, ai cambiamenti climatici e ambientali, alla tutela del consumatore. La prima iniziativa di cui il Club Jesi si è fatto promotore è stata l' incontro "Conoscere le Api" che ha coinvolto i Club delle Marche.

La dr.ssa Sara Ruschioni, entomologa e docente della UNIVPM (Università Politecnica delle Marche), ha intrattenuto con una appassionante relazione (purtroppo online a causa delle restrizioni per il contenimento del Covid) le numerose socie partecipanti, provenienti anche da altri Club italiani e da San Marino. Tante le informazioni scoperte o riscoperte, interessanti i riferimenti storico-archeoligici.

Le api, che ha con fiori hanno una relazione strettissima, sono una meraviglia da salvaguardare in continua evoluzione, tanto che in origine le api erano vespe. Da sempre l'uomo ha avuto un grande rispetto per le api: le ha osservate, le ha raccontate, le ha immortalate. In Spagna un'iscrizione rupestre di 9.000 anni fa' rappresenta una donna intenta a raccogliere il miele; da alcuni geroglifici risultano studi sulle api e sul modo di trasportarle ai fini dell'impollinazione.

Si è parlato anche del corpo delle api diviso in tre parti, del punglione (arma di difesa e non di offesa) che una volta staccatosi dall'ape continua a vivere per il tempo necessario ad iniettare tutto il veleno nel corpo dell'aggressore, dell'organizzazione dell'alveare, una sola regina per famiglia distinguibile per la sua grandezza il cui compito è solo di deporre le uova, delle api operaie (nutrite con pappa reale solo per 3 giorni), dei fuchi (tozzi e con gli occhi grandi) che sottoposti a prove durissime per la fecondare la regina muoiono subito dopo l'accoppiamento (per fecondare una regina sono necessari 8/10 fuchi). Fino a questo momento nessuno è mai riuscito a vedere il volo nunziale.

L'alveare funziona perché ognuno ha un compito specifico da eseguire in base all'età o alle necessità. Le api si distinguono in base alla funzione svolta in spazzina/nutrice, ceraiola, ricevente, guardiana e bottinatrice. Di solito le giovani api seguono gli insegnamenti delle più anziane. Lo studio delle api ha dimostrato che questo insetto ha un autonomia decisionale da non sottovalutare e, che contribuisce al corretto funzionamento dell'alveare dove è importante che l'ape regina abbia un buon carattere, altrimenti viene uccisa. 

Le api sono in costante e continua comunicazione tra loro e in base alla zona in cui si trovano utilizzano un "linguaggio" diverso, fatto questo che crea problemi di comprensione se vendono spostate in altre zone dove le api residenti usano un diverso linguaggio (semplificando al massimo un'ape marchigiana non si capirebbe con un'ape siciliana!).

Attraverso "la danza dell'addome" scambiano informazioni sull'esistenza di tipologie di fiori particolarmente interessanti, sul luogo in cui si trovano e sulla distanza. Il sole è lo strumento utilizzato per calcolare il tempo. 

Le azioni da intraprendere per salvaguardare le api: evitare di inserire nell'ambiente api non autoctone per il solo fatto con maggiore capacità produttiva di miele, una caratteristica che potrebbe risultare limitata nel tempo e che porta all'alterazione delle linee genetiche; comperare il miele solo da apicoltori che usano le api "giuste"; piantare i fiori, in particolare quelli  più graditi alle api, come le piante officinali o i fiori di zucca. 

Ma che cosa fanno le api? Impollinano tutta la terra, sono impiegate -sperimentalmente- per la caccia degli esplosivi o l'individuazione di dipendenza da cocaina, sono utilizzate per valutare la qualità dell'ambiente e dell'aria.

Il miele, il prodotto più conosciuto delle api, non è mai puro al 100%.

Le api sono preziose è lo dimostra il fatto che sempre più frequentemente si sente parlare di furti di api


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